Due familiari possono essere autorizzati ad assistere la stessa persona con disabilità grave. Questo, però, non significa che ciascuno disponga di tre giorni mensili di permesso.
Il limite resta di tre giorni complessivi al mese per la stessa persona assistita, anche quando i permessi vengono utilizzati a ore. In caso di superamento o di utilizzo contemporaneo, l’INPS procede al recupero delle somme riconosciute indebitamente.
La Circolare INPS numero 100 del 18 settembre 2026 chiarisce come individuare il lavoratore sul quale ricade il recupero.
I tre giorni devono essere divisi tra i familiari
Dal 2022 è stato eliminato il principio del “referente unico dell’assistenza”. Più lavoratori possono quindi ottenere l’autorizzazione per assistere la stessa persona, ma devono utilizzare i permessi alternativamente tra loro.
Due fratelli autorizzati, per esempio, possono organizzarsi utilizzando due giorni il primo e un giorno il secondo. Non possono invece prendere tre giorni ciascuno per lo stesso familiare, perché arriverebbero a sei giornate complessive nello stesso mese.
L’autorizzazione concessa a ogni lavoratore, dunque, non moltiplica il numero dei giorni disponibili.
Chi risponde del quarto giorno di permesso
Quando i familiari superano il limite mensile, l’INPS applica il criterio della priorità temporale.
Facciamo un esempio. Il lavoratore A utilizza i permessi il 5 e il 18 marzo. Il lavoratore B li utilizza il 25 e il 30 marzo. Le prime tre giornate rientrano nel limite, mentre il 30 marzo rappresenta il quarto giorno.
In questo caso, l’indebito viene posto a carico del lavoratore B, perché ha utilizzato il permesso dopo l’esaurimento dei tre giorni disponibili. Il recupero riguarda anche le eventuali ore utilizzate oltre il limite.
Cosa succede se i permessi coincidono
La situazione cambia quando due familiari utilizzano il permesso nello stesso giorno o nelle stesse ore per assistere la medesima persona.
Non essendoci una precedenza temporale, l’INPS divide l’indebito in parti uguali tra i lavoratori coinvolti. Se due dipendenti prendono entrambi il permesso il 18 marzo, la giornata risulta indebita al 50% per ciascuno.
La somma da recuperare viene calcolata considerando l’orario di lavoro previsto per ogni dipendente. La regola vale anche quando la coincidenza riguarda soltanto alcune ore.
La regola vale anche per i metalmeccanici
La disciplina deriva dall’articolo 33, comma 3, della Legge 104/1992 e si applica anche ai lavoratori metalmeccanici, indipendentemente dal CCNL adottato dall’azienda.
Il contratto collettivo o le regole aziendali possono disciplinare le modalità di comunicazione delle assenze, ma non possono trasformare il limite legale in tre giorni INPS per ciascun familiare autorizzato.
Prima di chiedere il permesso, i lavoratori che assistono la stessa persona devono quindi coordinarsi e controllare le giornate già utilizzate. Senza una pianificazione condivisa, si rischia di superare il limite e di dover restituire le somme non spettanti.


