La trattativa per il rinnovo del CCNL Metalmeccanica e Installazione Impianti è ferma da mesi, da novembre, dopo lo scontro sulle richieste della piattaforma sindacale. In quella fase Assistal, l’associazione che rappresenta le imprese impiantistiche del settore, ha ribadito le proprie preoccupazioni sui costi del contratto, la sostenibilità economica e le incertezze legate agli appalti pubblici.
I costi del rinnovo del ccnl e le difficoltà degli Impiantisti
Secondo Assistal, il contratto metalmeccanico è già uno dei più onerosi per le aziende e le richieste avanzate dalla piattaforma sindacale rischiano di renderlo insostenibile. I sindacati infatti chiedono 280 euro base di aumento, più le verifiche annuali in base all’Ipca Nei.
“Il nostro contratto è un contratto molto costoso per le aziende e le richieste del sindacato lo rendono ancora più costoso. Questo ci preoccupa molto perché siamo in una fase di obiettiva poca crescita”, ha dichiarato Roberto Rossi Presidente Assistal, sottolineando come il Ministro Giorgetti abbia recentemente parlato di una crescita annua dell’1%. Un dato che pone le imprese in difficoltà.
In questo scenario, Assistal avverte il rischio di dumping contrattuale, con alcune aziende che scelgono di applicare contratti meno onerosi rispetto al CCNL Metalmeccanico per contenere i costi.
“Stiamo vedendo fenomeni piuttosto spiacevoli di dumping contrattuale: alcune aziende si propongono con contratti come il multiservizi, il manifatturiero o addirittura l’artigiano. Questo è un fenomeno molto rischioso”.
Per contrastare questa tendenza, l’associazione continua a chiedere alla politica un intervento chiaro negli appalti pubblici, affinché venga garantito l’uso del contratto metalmeccanico nei settori di competenza.
“Pretendiamo che nei grandi appalti dove è prevista tecnologia e meccanica venga applicato il contratto metalmeccanico, altrimenti non c’è competizione sana”, precisano i vertici degli industriali.
Appalti Pubblici e Incertezze normative
Oltre agli aspetti salariali, un altro tema centrale per Assistal riguarda gli appalti pubblici e la certezza del diritto. Le imprese del settore lavorano in larga parte con commesse pubbliche e il recente Codice degli Appalti introduce elementi di incertezza sulle condizioni economiche dei contratti.
“Le nostre imprese lavorano perlopiù in appalti pubblici e la revisione del Codice dei Contratti Pubblici non è banale. Come vengono normati gli istituti può spostare le partite economiche in senso favorevole o sfavorevole”.
A questo si aggiunge la preoccupazione per le regolamentazioni del mercato dei servizi energetici, che potrebbero avere un impatto significativo sulle aziende.
Possibili convergenze coi Sindacati
Nonostante le difficoltà, Assistal è convinta che si possa trovare un equilibrio con i sindacati per arrivare ad un accordo. L’associazione ribadisce l’importanza di un contratto che sia sostenibile per tutte le imprese, non solo per quelle più grandi, e apre alla possibilità di miglioramenti su welfare, formazione e sicurezza sul lavoro.
“Non credo ci sia un punto di non ritorno, ma un punto di caduta. Con la volontà espressa dai sindacati e le nostre convinzioni, possiamo trovare un equilibrio che tenga conto di tutte le necessità”.
Tuttavia, l’associazione mette in guardia dal voler incentrare tutta la trattativa sulla questione salariale, senza considerare le altre variabili. E propongono altre aperture economiche ma che non incidono direttamente in busta paga. Le proposte sono state racchiuse in quella che viene chiamata la “contropiattaforma” degli Industriali.
“Noi stiamo cercando di mitigare l’impatto con l’inserimento di valori aggiunti su formazione, welfare e sicurezza”.
Chiaro che anche Assistal – come d’altronde Federmeccanica – punta a contenere i costi salariali, preoccupata dall’impatto economico delle richieste sindacali.


