venerdì, Dicembre 5, 2025

CCSL scaduto, nessun rinnovo: in Stellantis i lavoratori scioperano per il salario

Il Contratto Collettivo Specifico di Lavoro (CCSL) di Stellantis è scaduto il 31 dicembre 2024. La trattativa per il rinnovo è ferma. Intanto, l’azienda ha distribuito 35 milioni di euro in compensi all’ex AD Carlos Tavares, mentre migliaia di lavoratori sono in cassa integrazione o in sciopero per un salario dignitoso.
La Fiom-Cgil, che non è firmataria del CCSL, denuncia una vera e propria emergenza salariale.

Tavares incassa milioni, lavoratori in cassa con meno di mille euro

Nonostante l’opposizione di un terzo degli azionisti, l’assemblea di Stellantis ha approvato il Remuneration Report 2024, che assegna a Tavares 23 milioni di euro di compensi e una buonuscita da 12 milioni, da pagare nel 2025.

«Ancora una volta vengono premiati i manager, mentre i lavoratori sono in cassa integrazione», ha dichiarato Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil. «Gli utili dovrebbero servire per aumentare i salari e investire sul futuro industriale».

Scioperi e cassa integrazione a Cassino

A Cassino, lo stabilimento Stellantis resterà chiuso fino al 5 maggio. La produzione nel primo trimestre è crollata del -45,5%, toccando il minimo storico: appena 4.655 unità.

Il 15 aprile, i lavoratori hanno scioperato per quattro ore a fine turno, dopo due ore di fermo già proclamate nei giorni precedenti. La mobilitazione è stata indetta dalla Fiom per l’integrazione al reddito e il rinnovo del biennio economico del CCSL.

«L’impianto lavora al 10% della capacità. I nuovi modelli elettrici non arriveranno prima del 2026», ha spiegato Andrea Di Traglia, Fiom Frosinone.

Proteste in tutta Italia

Come annunciano in una nota Samuele Lodi e Maurizio Oreggia della Fiom, in questi giorni si sciopera in tutti i principali stabilimenti:
Mirafiori, Verrone, Pratola Serra, Termoli, Atessa, ma anche Iveco (Piacenza, Suzzara, Torino, Foggia) e Cnh Industrial.

«Chiediamo aumenti che tutelino il potere d’acquisto e integrazione al reddito durante la cassa. Non è accettabile un uso permanente degli ammortizzatori sociali».

Fiom-Cgil denuncia che, nonostante gli utili miliardari, il futuro produttivo è incerto, le giornate lavorative calano e i salari si impoveriscono. In assenza di risposte, la mobilitazione continuerà in tutti gli stabilimenti, anche in Ferrari.

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