Il 23 e il 24 maggio si preannunciano giornate complicate per molti lavoratori italiani, tra cui i metalmeccanici. Gli scioperi nel settore dei trasporti ferroviari e della scuola avranno infatti un impatto trasversale su migliaia di pendolari e genitori, mettendo a rischio la regolare presenza sul posto di lavoro e la gestione familiare.
Treni fermi il 23 maggio: pendolari metalmeccanici a rischio
Lo sciopero nazionale dei treni del 23 maggio, indetto da alcune sigle sindacali, coinvolge personale Trenitalia, Italo e Trenord e potrebbe causare cancellazioni e ritardi su tutto il territorio e per tutta la giornata. Lo sciopero, infatti, è programmato dalle 1 alle 23:59.
Per i molti metalmeccanici pendolari, abituati a spostarsi quotidianamente in treno per raggiungere fabbriche e stabilimenti, la giornata si prospetta dunque difficile.
Senza mezzi alternativi e con trasporti pubblici ridotti, il rischio concreto è quello di assenze non imputabili al lavoratore, ritardi consistenti o addirittura l’impossibilità di presentarsi in fabbrica, con ricadute anche sulla produzione.
Saranno comunque garantiti i treni dalle ore 6:00 alle ore 9:00 e dalle ore 18:00 alle ore 21:00.
Sciopero della scuola il 23 e 24 maggio: genitori in difficoltà
Allo sciopero dei trasporti si aggiunge quello della scuola, previsto per venerdì 23 e sabato 24 maggio, che coinvolge insegnanti, personale ATA e dirigenti scolastici. Anche in questo caso, i metalmeccanici con figli in età scolare potrebbero trovarsi di fronte a cancelli chiusi o lezioni sospese.
La necessità di restare a casa per accudire i figli o trovare soluzioni alternative all’ultimo minuto rappresenta un ulteriore ostacolo per chi lavora su turni o in ambienti dove l’organizzazione produttiva è rigida.
Doppio sciopero, doppia difficoltà per i lavoratori
L’effetto combinato degli scioperi rischia di creare una tempesta perfetta per molti metalmeccanici: senza treni per raggiungere il posto di lavoro e senza scuola per i figli, saranno in molti a dover fare i conti con assenze forzate o permessi imprevisti. Le aziende dovranno quindi tener conto delle difficoltà oggettive che colpiranno i propri dipendenti nei prossimi due giorni.
Una situazione che riporta al centro il tema della conciliazione tra vita lavorativa e familiare, e dell’importanza di garantire servizi minimi essenziali anche durante le proteste.
Cosa fare in caso di assenza giustificata per sciopero dei trasporti o chiusura scuole
In caso di assenza dal lavoro causata da sciopero dei trasporti pubblici, è importante comunicare tempestivamente l’impossibilità di raggiungere la sede al proprio responsabile o ufficio del personale. Sebbene non sia una giustificazione automatica, molte aziende riconoscono l’impedimento oggettivo.
Per chi ha figli a scuola, è possibile richiedere un permesso per motivi familiari o di cura, secondo quanto previsto dal proprio contratto collettivo (CCNL). In entrambi i casi, è consigliabile documentare l’impossibilità (es. avvisi ufficiali, assenza del servizio scolastico) per evitare contestazioni.