Gli operai della piccola e media industria metalmeccanica, orafa e dell’installazione di impianti stanno ancora aspettano il rinnovo del contratto.
L’ultimo è stato firmato il 26 maggio 2021 da Unionmeccanica Confapi, con FIOM CGIL, FIM CISL, UILM e aveva decorrenza dal 1° giugno 2021 e durata fino al 31 dicembre 2024. Da quest’anno, quindi, gli operai metalmeccanici coinvolti sono senza più un contratto.
Clausola di garanzia
Nonostante il contratto per la piccola e media industria metalmeccanica sia scaduto lo scorso 31 dicembre e le trattative siano arenate, il potere d’acquisto degli operai verrà comunque protetto. Ciò grazie alla clausola di garanzia salariale.
Ogni anno, infatti, se l’indice IPCA-NEI effettivo supera l’importo previsto nei rinnovi contrattuali, i minimi tabellari vengono adeguati automaticamente a partire dal 1° giugno dell’anno successivo.
Ciò significa che i lavoratori di fabbriche, officine, ecc. riceveranno un aumento dei minimi salariali nonostante non ci sia più un contratto vigente.
Adeguamenti retributivi, indennità di trasferta e reperibilità
Il 12 giugno scorso l’ISTAT ha diffuso l’IPCA NEI 2024, confermandolo all’1,3%. Nel verbale del 19 giugno Unionmeccanica Confapi e Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, sulla base di tale valore, hanno definito:
- i minimi retributivi da riconoscere;
- l’indennità di trasferta;
- l’indennità di reperibilità.
Le tabelle seguenti mostrano i relativi adeguamenti.
- MINIMI RETRIBUTIVI CALCOLATI SU IPCA 2024

- TRASFERTE E REPERIBILITA’

