L’autorizzazione del gruppo industriale Tata Motors all’acquisto di Iveco, annunciata a fine luglio 2025, sta suscitando un acceso dibattito sindacale in Italia e in Europa. Un dei punti nodali riguarda certamente le garanzie occupazionali che hanno una validità concreta solo per due anni. La sensazione è che tra due anni (nel 2027) può succedere di tutto.
Due anni di stabilità… e poi?
L’accordo firmato prevede che Tata Motors si impegni a non chiudere impianti, non ridurre occupazione e rispettare i diritti dei lavoratori. Tuttavia, tali garanzie saranno valide per appena 24 mesi.
Il duraturo dubbio concerne il periodo successivo alla scadenza del biennio: cosa succederà a Torino, Brescia, Suzzara, Foggia e altrove? I sindacati chiedono dettagli chiari sul piano post‑2027 per evitare un rischio futuro di ristrutturazioni o delocalizzazioni.
Allarme sindacale: contrasto trasversale
Dalla FIOM‑CGIL alla FIM‑CISL, passando per la UILM e Fismic, tutte le sigle sindacali esprimono perplessità. FIOM ha accusato Exor di aver proceduto senza un confronto preliminare e chiesto interventi governativi, tra cui l’applicazione della legge sul golden power. FIM‑CISL ha sottolineato la necessità di tutelare le radici italiane del gruppo, mentre UILM e Fismic hanno definito insufficienti le garanzie limitate al biennio, chiedendo garanzie vincolanti sul medio‑lungo termine.
L’accordo e il contesto industriale
La trattativa include la cessione della divisione commerciale di Iveco a Tata per circa 3,8 miliardi di euro, mentre la divisione difesa (IDV) è destinata a Leonardo per 1,7 miliardi. Il closing è previsto tra aprile e giugno 2026, condizionato allo spin‑off della parte difesa. Il governo italiano segue con attenzione l’operazione, ritenuta investimento estero di qualità, ma richiede impegni concreti per preservare posti di lavoro, filiere produttive e asset strategici.
Il ruolo del governo e le prospettive per Iveco
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato sindacati e rappresentanti Iveco per discutere i risvolti industriali. La Coalition tra sindacati nazionali chiede che l’esecutivo definisca clausole vincolanti legate al mantenimento dell’industria italiana su tutto il periodo successivo alla scadenza della clausola biennale. Solo così si potrà evitare incertezza nel medio termine e tutelare davvero i lavoratori degli stabilimenti iveciani in tutta Italia.