giovedì, Dicembre 11, 2025

Vendita IVECO: Fiom, Fim e Uilm chiedono l’intervento del Governo nella proprietà

La possibile cessione del marchio Iveco da parte di Exor al gruppo indiano Tata Motors ha acceso l’attenzione dei sindacati metalmeccanici italiani. Il timore principale riguarda il futuro degli stabilimenti e dei lavoratori, in particolare a Brescia, dove l’azienda conta oltre 1.600 dipendenti.

Tavolo al Mimit: convocazione di Iveco, Tata e Leonardo

Nel corso dell’incontro tenutosi al Mimit, il Ministero delle Imprese ha annunciato la convocazione di un tavolo istituzionale per discutere l’operazione con tutti i soggetti coinvolti: Iveco, Tata Motors e Leonardo, che acquisirà la divisione Defence. Il Governo si è impegnato a garantire che le scelte aziendali non danneggino l’occupazione, gli impianti e i centri di ricerca italiani.

Fiom-Cgil: “No alla cessione totale, serve l’intervento dello Stato”

Secondo Samuele Lodi e Maurizio Oreggia della Fiom-Cgil, “è inaccettabile il disimpegno di Exor dall’industria italiana” e “l’operazione non può considerarsi chiusa”. La Fiom chiede che lo Stato entri nel capitale Iveco, anche tramite Leonardo, per impedire la completa estromissione italiana dalla governance. Il sindacato organizzerà assemblee in tutti gli stabilimenti per informare i lavoratori e decidere le iniziative da intraprendere.

Fim-Cisl: “Exor rappresenta una garanzia italiana”

Anche la Fim-Cisl lancia l’allarme, per voce del segretario Ferdinando Uliano: “La vendita è una scelta deliberata e non obbligata, visto che Exor, pur detenendo il 27% delle azioni, esercita un controllo superiore al 50% grazie al diritto societario olandese”. La Fim teme ripercussioni occupazionali, soprattutto a Brescia, e chiede che il Governo mantenga una quota nella proprietà di Iveco.

Uilm: “Impegni rassicuranti ma insufficienti, servono riforme strutturali”

La posizione della Uilm, espressa dal segretario nazionale Gianluca Ficco, è più prudente ma non meno critica. “Gli impegni presi da Tata Motors – come il mantenimento della sede a Torino, il rispetto dei diritti dei lavoratori e la salvaguardia degli impianti – sono positivi, ma validi solo per due anni, e non bastano a scongiurare rischi futuri, come il sovraindebitamento”.

La cessione della divisione Defence a Leonardo è vista positivamente, ma la Uilm chiede al Governo un intervento diretto, non solo per controllare l’operazione, ma anche per rilanciare la competitività italiana e riformare, in sede UE, una transizione elettrica che “non salva il pianeta ma uccide l’industria”.

Il sindacato auspica che nel prossimo incontro a settembre siano presenti anche i rappresentanti di Tata Motors, per ottenere risposte più concrete.

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