Il mercato italiano torna a essere il principale motore della ripresa commerciale di Stellantis in Europa. Dopo un 2025 particolarmente difficile, il gruppo ha recuperato terreno nel primo semestre del 2026 grazie soprattutto alle immatricolazioni registrate nel nostro Paese, anche se i livelli raggiunti non sono ancora sufficienti per tornare ai volumi del 2024.
L’Italia guida la crescita delle immatricolazioni
Nei primi sei mesi del 2026 Stellantis ha immatricolato in Italia oltre 265 mila autovetture, con un incremento di più di 15 mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il mercato italiano rappresenta così oltre un quarto delle circa 55 mila immatricolazioni aggiuntive conquistate dal gruppo nell’intera area europea (Unione europea, Regno Unito ed Efta), contribuendo più di qualsiasi altro singolo mercato alla ripresa del costruttore.
Si tratta comunque di un recupero ancora parziale: per ritornare ai livelli produttivi e commerciali del 2024 sarà necessario consolidare ulteriormente la crescita nei prossimi mesi.
Fiat è il marchio che cresce di più
A sostenere questa fase positiva è soprattutto Fiat, il marchio che aveva maggiormente sofferto durante l’ultima fase della gestione dell’ex amministratore delegato Carlos Tavares. Oggi il brand registra la crescita più marcata del gruppo sia in Italia sia nel resto d’Europa.
Nel mese di giugno le immatricolazioni Fiat sono aumentate del 27,2% sul mercato italiano, mentre il progresso del semestre raggiunge il 29,2%. Anche nei mercati europei il marchio evidenzia incrementi superiori al 28%, affiancato nella ripresa da Citroën e Opel. Più complessa, invece, la situazione di Peugeot, che pur restando il marchio con i maggiori volumi del gruppo chiude il semestre con una lieve flessione.
Produzione italiana tra segnali positivi e criticità
Dal punto di vista industriale, Stellantis sta puntando con decisione sulla piattaforma Smart Car, utilizzata per produrre modelli come Grande Panda, Citroën C3 e C3 Aircross in diversi stabilimenti europei e nordafricani.
Negli impianti italiani la crescita della produzione è invece sostenuta principalmente dalla nuova Jeep Compass realizzata a Melfi e, in misura minore, dalla Fiat 500 Hybrid di Mirafiori. Proprio lo stabilimento torinese continua però ad attraversare una fase delicata: la produzione della nuova 500 ibrida procede più lentamente rispetto agli obiettivi iniziali e la fabbrica resterà chiusa per quattro settimane durante la pausa estiva, fino al 24 agosto, dopo diversi periodi di fermo produttivo.
L’azienda ha comunque confermato il mantenimento fino a dicembre dei circa 400 lavoratori somministrati inseriti sulle linee produttive all’inizio dell’anno.
Nel frattempo la Panda prodotta a Pomigliano d’Arco continua a rappresentare il pilastro della produzione italiana del gruppo, con circa 70 mila vetture realizzate nel primo semestre su un totale di 158 mila autovetture prodotte negli stabilimenti nazionali. Guardando ai prossimi anni, il piano Fastlane 2030 punta su Fiat, Jeep, Peugeot e Ram come marchi strategici, mentre restano aperte le sfide del rilancio di Alfa Romeo, Maserati e della nuova Lancia Gamma.

