È di nuovo alta la tensione sul futuro dell’ex Ilva. Al termine del confronto svoltosi il 28 luglio a Palazzo Chigi, Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 8 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Ilva in AS e nell’indotto, con assemblee che saranno organizzate a livello territoriale. La mobilitazione scatterà da domani, 29 luglio, per sostenere il confronto con il Governo e chiedere garanzie concrete sul futuro produttivo e occupazionale del gruppo.
I sindacati: “I lavoratori non possono pagare ancora”
Secondo il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, i 90 giorni indicati dal Governo dovranno essere utilizzati per costruire un vero piano di rilancio dell’ex Ilva, evitando che l’ennesima fase di incertezza ricada sui dipendenti.
“Novanta è un numero che può fare paura, ma noi non ne abbiamo. Devono essere novanta giorni utilizzati fino in fondo per costruire una sommatoria di soluzioni concrete”, ha dichiarato Sperti, chiedendo un progetto industriale con un ruolo centrale dello Stato e strumenti straordinari di tutela economica per i lavoratori che negli ultimi anni hanno subito le conseguenze della crisi.
Per il leader della Uilm, le decisioni della magistratura devono essere rispettate e i profili sanitari non possono essere ignorati, ma non è accettabile che il peso dello scontro tra istituzioni finisca ancora una volta sulle spalle dei dipendenti, attraverso perdita di salario, occupazione e diritti.
Richiesta una legge speciale per Taranto
Nel corso dell’incontro è stata ribadita anche la necessità di una legge speciale per Taranto, capace di accompagnare la riconversione industriale con misure straordinarie a favore del territorio e dei lavoratori.
Secondo Sperti servono interventi concreti sul piano occupazionale e salariale, insieme a nuove opportunità di sviluppo che non rimangano soltanto annunci.
Al via il confronto tecnico con il Governo
I sindacati hanno spiegato che già dalla prossima settimana prenderanno il via una serie di tavoli tecnici al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ai quali parteciperanno i ministeri competenti, le organizzazioni sindacali e gli enti locali, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise.
Per Fim, Fiom e Uilm il Governo dovrà assumere un ruolo diretto nella gestione di questa fase, garantendo risorse, trasparenza e una forte presenza pubblica nel futuro assetto industriale.
La proclamazione delle 8 ore di sciopero rappresenta quindi il primo segnale di mobilitazione dei lavoratori dopo l’incontro di Palazzo Chigi e accompagnerà il negoziato che dovrà definire il futuro dell’ex Ilva nei prossimi tre mesi.

