Per i lavoratori ai quali si applica il CCNL Metalmeccanica Industria Conflavoro PMI – Fesica Confsal – Confsal, dal 1° luglio 2026 sono entrate in vigore le nuove disposizioni previste dal rinnovo contrattuale. L’accordo aggiorna sia la parte economica sia quella normativa, introducendo incrementi retributivi, una nuova disciplina degli scatti di anzianità e un esplicito richiamo al principio del salario giusto, recependo le novità introdotte dal Decreto Lavoro del 1° maggio 2026.
Una delle caratteristiche che rende questo rinnovo particolarmente significativo è il fatto che si tratta del primo contratto collettivo nazionale sottoscritto da organizzazioni sindacali non comparativamente più rappresentative ad adeguare il proprio impianto retributivo ai criteri fissati dalla recente normativa.
Minimi retributivi aggiornati fino al 2028
Il rinnovo prevede un incremento delle retribuzioni distribuito in tre fasi, con decorrenza 1° luglio 2026, 1° giugno 2027 e 1° giugno 2028.
Le nuove tabelle economiche fissano, già dalla prima tranche, minimi più elevati per tutti i livelli di inquadramento. Tra gli importi previsti figurano 2.066 euro per il quinto livello, 2.212,50 euro per il quarto, 2.371,50 euro per il terzo e 2.543 euro per il secondo livello super. Per i lavoratori inquadrati come quadri, il minimo contrattuale sale invece a 2.907 euro. Gli ulteriori aumenti programmati per il 2027 e il 2028 completeranno il percorso di adeguamento salariale previsto dal contratto.
Scatti di anzianità confermati
Tra le innovazioni introdotte dal rinnovo trova spazio anche una disciplina organica degli scatti di anzianità. Il contratto stabilisce la maturazione di uno scatto ogni due anni, fino a un massimo di cinque incrementi, con valori economici differenti in relazione al livello di appartenenza.
L’obiettivo è riconoscere concretamente l’esperienza maturata dal lavoratore nel corso del rapporto di lavoro, premiando la continuità della prestazione e la permanenza in azienda.
Il contratto recepisce il principio del salario giusto
L’elemento più innovativo del rinnovo riguarda il recepimento del principio del salario giusto, introdotto dal Decreto Lavoro del 1° maggio 2026.
La nuova disciplina prevede infatti che il trattamento economico complessivo (TEC) riconosciuto ai lavoratori non possa risultare inferiore a quello garantito dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative del settore.
Con questo adeguamento il CCNL Conflavoro anticipa gli effetti della riforma e si allinea ai nuovi parametri legislativi, offrendo una risposta al tema del dumping contrattuale senza rinunciare alla propria autonomia negoziale.
Oltre agli aspetti retributivi, il rinnovo aggiorna anche diverse disposizioni della parte normativa, intervenendo su istituti quali malattia, permessi, organizzazione dell’orario di lavoro e altri profili del rapporto di lavoro, con l’obiettivo di rendere il contratto maggiormente aderente alle esigenze delle imprese e dei lavoratori del comparto metalmeccanico.


