Il governo prepara un piano per dare una forte spinta ai rinnovi dei contratti collettivi nel settore privato.
La strategia è chiara: chiudere i nuovi accordi entro sei mesi dalla scadenza, evitando lunghe proroghe che penalizzano i lavoratori.
La contrattazione collettiva tornarebbe quindi al centro delle politiche sul lavoro, con l’obiettivo di rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie e sostenere i consumi.
Ipotesi detassazione degli aumenti previsti dal CCNL
La misura più concreta allo studio è la detassazione degli aumenti contrattuali. Su questa proposta anche l’onorevole Casasco di Forza Italia, aveva – lo scorso maggio – annunciato un disegno di legge, che ancora è in via di definizione.
Nella proposta della Lega invece, si parla di un’aliquota ridotta intorno al 5% sugli incrementi salariali definiti dai rinnovi. A riportare la notizia è il quotidiano Il Messaggero in edicola oggi.
Un meccanismo che permetterebbe di lasciare più soldi in busta paga ai lavoratori e, allo stesso tempo, spingere le imprese a chiudere gli accordi.
Non è escluso che il beneficio possa essere applicato anche retroattivamente ai contratti già firmati. Ma appare difficile.
In parallelo, si discute di introdurre un automatismo che adegui le retribuzioni in caso di ritardi eccessivi, per evitare che gli stipendi restino fermi troppo a lungo. Una sorta di meccanismo di indicizzazione all’inflazione con un CAP al 5%.
6 milioni di lavoratori coinvolti
Secondo i dati Istat, sono circa 6 milioni i dipendenti in attesa del rinnovo.
Nella prima metà del 2025 alcuni comparti hanno già aggiornato i contratti, come commercio, chimico e metalmeccanico.
Gli incrementi finora riconosciuti si attestano in media sul +3,5% delle retribuzioni orarie.
Il governo vuole accelerare questo processo, puntando a ridurre i tempi delle trattative e a garantire incrementi più rapidi.
Focus sui CCNL Metalmeccanici
Il settore metalmeccanico è certamente tra i più osservati per il numero di lavoratori interessati, divisi tra 7 contratti collettivi. Tra i più diffusi, in ordine al numero di lavoratori coinvolti ci sono:
- CCNL Federmeccanica-Assistal
- CCNL Artigiani Area Meccanica
- CCNL Unionmeccanica Confapi
- CCSL Automotive (Stellantis-Iveco-Cnhi- Ferrari)
- CCNL Federorafi
- CCNL Cooperative Metalmeccaniche
- CCNL Confimi Metalmeccanica (non sottoscritto da Fiom-Cgil)
L’attenzione maggiore in questa fase è rivolta nei confronti del CCNL Federmeccanica-Assistal e CCNL Unionmeccanica-Confapi, scaduti nel 2024, per i quali si attende il rinnovo. Sono circa 2 milioni i lavoratori coinvolti.