martedì, Luglio 14, 2026

Niente Carta Dedicata a Te per Chi è in CIG o NASpI: Migliaia di Famiglie Operaie Escluse dalle Liste

Il nuovo decreto sulla Carta Dedicata a te lascia fuori proprio chi avrebbe più bisogno di un aiuto: i lavoratori sospesi, in cassa integrazione o disoccupazione. La misura infatti non spetta a chi, al 12 agosto 2025, risultava già destinatario di ammortizzatori sociali come CIG, NASpI o DIS-COLL.

Esclusi dal bonus da 500 euro anche i lavoratori in crisi

La Carta Dedicata a te è un aiuto economico da 500 euro da riservare alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità.

Esattamente come già accaduto l’anno scorso, il governo ha deciso che non potranno accedervi i nuclei familiari che al 12 agosto 2025 percepivano forme di sostegno al reddito. Nello specifico:

  • Cassa Integrazione Guadagni (CIG),
  • NASpI,
  • DIS-COLL,
  • Altri sussidi di sostegno economico (come Carta Acquisti, Assegno di Inclusione, ecc.).

Una scelta che, nella pratica, colpisce migliaia di famiglie operaie e industriali, soprattutto nei settori metalmeccanico, tessile, chimico e in tutte le aree dove si sono registrate sospensioni o riduzioni di attività produttiva.

Un’esclusione che pesa: chi ha meno, riceve ancora meno

La logica alla base dell’esclusione è chiara: chi percepisce già un sussidio, non ha diritto a ulteriori aiuti. Come la Carta Dedicata a Te, appunto.

Ma la realtà è più complessa. La cassa integrazione copre in media solo il 60% dello stipendio e, spesso, con ritardi di settimane o mesi. Inoltre, non è il lavoratore a scegliere se andare in CIG, ma è l’azienda a decidere se e quando attivarla. Stesso discorso vale per la NASpI, il cui importo è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. Senza contare che a partire dal sesto mese di fruizione, l’indennità di disoccupazione si riduce del 3% ogni mese per effetto del cosiddetto décalage.

Questo significa che molte famiglie, già colpite dalla perdita di reddito, si trovano a fronteggiare le stesse spese di sempre (affitto, bollette, scuola, alimenti), ma senza poter contare su nessun supporto extra come la carta da 500 euro.

Lavoratori penalizzati due volte

In sintesi, il messaggio che passa è che chi ha meno, riceve ancora meno. I lavoratori in CIG o disoccupazione vengono doppiamente penalizzati:

  1. Da una situazione economica già precaria, con uno stipendio ridotto o assente.
  2. Dall’esclusione da un bonus pensato proprio per le famiglie in difficoltà.

Il risultato è che molti operai e lavoratori stagionali si sentono puniti per una condizione che non hanno scelto, e che anzi hanno subito a causa di crisi aziendali, tagli o delocalizzazioni.

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