Il nuovo provvedimento del governo, inserito nella prossima Legge di Bilancio, introdurrà una norma che potrebbe cambiare i tempi del rinnovo del CCNL Metalmeccanica Industria.
L’esecutivo ha stanziato 2 miliardi di euro nel “capitolo lavoro”, destinati a favorire la contrattazione collettiva, ma con una clausola precisa: gli aumenti derivanti da rinnovi stipulati nel triennio 2026-2028 godranno di una tassazione agevolata al 10%. Lo ha fatto sapere ieri il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Un incentivo importante, che di fatto “suggerisce” alle parti sociali di non chiudere subito i rinnovi contrattuali, non entro il 2025, ma di valutare una tempistica più vantaggiosa.
Federmeccanica e sindacati potrebbero avere convenienza a prendere tempo
Negli ambienti sindacali, la misura governativa sta già producendo le prime riflessioni tra Federmeccanica e Assistal da un lato e Fim, Fiom e Uilm dall’altro. L’orientamento comune potrebbe essere quello di prendere tempo, rinviando la firma definitiva del nuovo contratto al 2026.
La logica è chiara: se il rinnovo venisse firmato nel 2026, i lavoratori metalmeccanici beneficerebbero non solo degli aumenti salariali concordati, ma anche della detassazione del 10% prevista per gli incrementi in busta paga legati ai rinnovi contrattuali del triennio successivo.
Il 15 e 17 ottobre si discute della parte economica
Nonostante il calendario degli incontri resti confermato — con tavoli già fissati per il 15 e il 17 ottobre —, la sensazione diffusa è che non si arriverà a una chiusura immediata. Le riunioni serviranno soprattutto per affrontare la parte economica e verificare la distanza tra le richieste sindacali e le disponibilità datoriali.
In sostanza, la manovra (o meglio quello che viene dagli annunci di Palazzo Chigi) ha cambiato il quadro: conviene aspettare. Le parti sociali sembrano pronte a farlo, puntando a massimizzare il beneficio per i lavoratori in vista del possibile vantaggio fiscale garantito dai rinnovi del 2026.


