Per chi ha iniziato da poco a lavorare in un’azienda metalmeccanica c’è una data che non va lasciata passare inosservata. Il 31 agosto 2026 rappresenta infatti la prima scadenza concreta delle nuove regole sul TFR introdotte dal 1° luglio.
La novità riguarda i lavoratori alla prima assunzione e introduce un meccanismo che può cambiare automaticamente la destinazione del TFR. Ma prima di arrivare a questo punto il lavoratore ha ancora una possibilità importante: decidere personalmente che cosa fare dei propri soldi.
TFR, perché il 31 agosto è una scadenza importante
Dal 1° luglio 2026 sono cambiate le regole per i dipendenti del settore privato alla prima assunzione, con esclusione dei lavoratori domestici. La nuova disciplina prevede che il lavoratore abbia 60 giorni di tempo dalla prima assunzione per decidere la destinazione del TFR maturando.
Il primo gruppo a trovarsi davanti alla nuova scadenza è quello dei lavoratori assunti il 1° luglio 2026. Per loro, infatti, i 60 giorni terminano il 31 agosto.
Non c’è quindi una scadenza del 31 agosto valida per tutti. Chi è stato assunto il 2 luglio avrà un termine diverso, così come chi ha iniziato il primo rapporto di lavoro il 10, il 20 o il 31 luglio. La data da controllare è sempre quella della prima assunzione.
Cosa può scegliere un operaio metalmeccanico
Entro i 60 giorni il lavoratore può decidere come destinare il proprio TFR.
Può scegliere di mantenerlo secondo il regime ordinario, cioè secondo le regole previste dal Codice civile, oppure può decidere di destinarlo alla previdenza complementare.
In quest’ultimo caso può aderire alla forma pensionistica prevista dalla contrattazione collettiva oppure scegliere un’altra forma pensionistica tra quelle disponibili (Cometa, Fondapi, Fonte o Cooperlavoro) secondo le regole previste.
Per un operaio metalmeccanico è quindi importante verificare quale contratto collettivo viene applicato in azienda e quali possibilità sono previste per la previdenza complementare.
La scelta non è necessariamente definitiva: chi decide inizialmente di mantenere il TFR nel regime ordinario può successivamente aderire a un fondo pensione.
Cosa succede al TFR se non scegli entro 60 giorni
È questo il passaggio che rende particolarmente importante la scadenza. Se il lavoratore non comunica una scelta entro i 60 giorni, entra in funzione il meccanismo di adesione automatica previsto dalla nuova normativa.
Il TFR maturando viene destinato alla forma pensionistica individuata secondo le regole stabilite dalla legge e dalla contrattazione collettiva applicata al rapporto di lavoro. In sostanza, il silenzio del lavoratore non lascia necessariamente il TFR nella situazione precedente: dopo la scadenza può partire automaticamente l’adesione alla previdenza complementare.
Per chi è stato assunto il 1° luglio, quindi, il 31 agosto è il giorno da tenere sotto controllo.
TFR e fondo pensione, quando partono i versamenti
L’adesione automatica non significa che il giorno dopo la scadenza il lavoratore vedrà già il TFR trasferito. La procedura prevede una serie di adempimenti da parte del datore di lavoro. Una volta trascorsi i 60 giorni senza una scelta diversa, l’azienda deve procedere secondo le modalità previste dalla nuova disciplina e comunicare l’adesione alla forma pensionistica individuata.
I versamenti iniziano dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni, tenendo conto delle somme dovute a partire dalla data della prima assunzione.
Per il lavoratore questo significa che la decisione sulla destinazione del TFR va presa prima della scadenza, senza aspettare di vedere cosa accadrà nella busta paga successiva.
Per chi è stato assunto per la prima volta il 1° luglio 2026, la situazione è quindi abbastanza chiara: il 31 agosto è il primo appuntamento con le nuove regole sul TFR.

