Il Governo ha convocato per martedì 28 luglio il tavolo permanente sull’ex Ilva presso Palazzo Chigi, rispondendo così alle richieste avanzate nei giorni scorsi dalle organizzazioni sindacali. L’incontro si svolgerà alle ore 11 nella Sala Verde e arriva all’indomani dell’ultimatum lanciato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, che avevano minacciato un’autoconvocazione nazionale qualora la convocazione non fosse arrivata entro il 15 luglio.
Alla riunione parteciperanno anche Uglm, Usb e Federmanager.
Il pressing dei sindacati
La convocazione arriva dopo una forte iniziativa unitaria delle organizzazioni sindacali “confederali”, che avevano scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo un confronto urgente sulla situazione dell’ex Ilva.
Nella lettera, i segretari generali Ferdinando Uliano (Fim Cisl), Michele De Palma (Fiom Cgil) e Davide Sperti (Uilm Uil) avevano ricordato gli impegni assunti dal Governo nel corso dell’incontro del 5 marzo, quando era stata promessa una nuova convocazione entro la fine di marzo, una volta conclusa la verifica sulla solidità finanziaria del Fondo Flacks.
Nei mesi successivi, però, il confronto non era più ripreso, alimentando le preoccupazioni dei lavoratori.
Al centro il futuro industriale e occupazionale
Il tavolo del 28 luglio sarà chiamato ad affrontare i principali nodi ancora aperti della vertenza.
Le organizzazioni sindacali chiedono risposte sul futuro industriale del gruppo, sulle prospettive produttive, sul piano di decarbonizzazione e soprattutto sulle garanzie occupazionali per migliaia di lavoratrici e lavoratori dell’ex Ilva, di Ilva in Amministrazione Straordinaria e dell’intero sistema degli appalti.
La situazione continua infatti a creare forti incertezze sia per i dipendenti diretti sia per le aziende dell’indotto.
Scongiurata l’autoconvocazione del 15 luglio
Con la convocazione ufficiale del tavolo permanente viene meno, almeno per il momento, l’ipotesi di un’autoconvocazione dei metalmeccanici davanti a Palazzo Chigi.
Fim, Fiom e Uilm avevano infatti fissato nel 15 luglio il termine ultimo entro il quale il Governo avrebbe dovuto convocare il confronto, annunciando in caso contrario una mobilitazione nazionale con la partecipazione dei lavoratori di tutti gli stabilimenti dell’ex Ilva.
L’appuntamento è ora fissato per il 28 luglio, quando Governo e parti sociali torneranno a confrontarsi su una delle vertenze industriali più delicate e strategiche per il sistema produttivo italiano.


