domenica, Dicembre 7, 2025

Metalmeccanici Artigiani Esclusi dalla Detassazione del 10%: il Contratto Firmato nel 2024 li Taglia Fuori

Sono circa 510.000 i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane metalmeccaniche che resteranno esclusi dalla nuova misura di detassazione del 10% sugli aumenti in busta paga prevista dalla prossima manovra. Il loro CCNL Area Meccanica – Artigianato è stato infatti rinnovato il 19 novembre 2024 da Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e dalle associazioni datoriali Confartigianato, CNA, Casartigiani e Claai.

L’accordo, che copre il periodo 1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2026, ha già previsto una serie di aumenti economici a regime e il rafforzamento del welfare contrattuale, ma poiché è stato siglato prima dell’entrata in vigore della misura, non potrà beneficiare dell’agevolazione fiscale annunciata dal governo.

La misura di Giorgetti valida solo per i rinnovi 2026-2028

La detassazione del 10% è una delle novità illustrate dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nell’ambito della prossima Legge di Bilancio 2026. Come riportato da tutti i principali giornali quotidiani in edicola oggi, la misura sarà valida solo per i rinnovi contrattuali stipulati nel triennio 2026-2028, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto e accelerare la contrattazione collettiva nei settori ancora fermi.

Per i metalmeccanici artigiani, però, il contratto in corso scade il 31 dicembre 2026, quindi cade proprio al limite della finestra temporale prevista. Se il rinnovo successivo dovesse arrivare tra 2027 e 2028, ci sarebbe tempo per accedere al beneficio fiscale. Ma per ora, gli aumenti fissati dal rinnovo del 2024 restano tassati con le regole ordinarie.

Mentre per i dipendenti dell’Industria prende quota un rinvio del rinnovo al 2026: clicca qui per approfondire i motivi.

Pressioni sindacali in arrivo

Nel frattempo, non si esclude che le organizzazioni sindacali possano esercitare pressioni sul Ministero dell’Economia per ottenere una deroga o un’estensione della misura, così da includere anche i lavoratori che hanno firmato i contratti prima dell’entrata in vigore della detassazione.

Il rischio, infatti, è che una fetta consistente dei dipendenti artigiani (e non solo dell’artigianato) — tra cui proprio i metalmeccanici — si trovi esclusa da un incentivo pensato per premiare chi rinnova, ma che finisce per penalizzare chi lo ha fatto per tempo.

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