Non c’è compattezza sul fronte economico rispetto all’iniziativa della Lega sul Remigration Summit. Dal mondo industriale arrivano prese di distanza nette, che spostano l’attenzione su altre emergenze ritenute più urgenti per il sistema produttivo italiano. Tra le voci più chiare c’è quella di Enrico Carraro, imprenditore e figura di riferimento di Confindustria Veneto, che – dalle pagine del quotidiano La Stampa in edicola oggi – definisce l’iniziativa fuori contesto rispetto alla fase economica attuale.
Carraro: “Summit surreale, il governo pensi all’economia”
Entrando nel merito, Carraro usa parole molto dirette. «Per gli imprenditori le priorità sono chiare. Abbastanza da definire “surreale” il Remigration Summit». E aggiunge: «Il governo dovrebbe dedicare tutto il suo tempo a rilanciare l’economia, a sostenere le imprese e avviare riforme strutturali di medio-lungo periodo».
Il giudizio è netto anche sull’utilità dell’evento: «Mi sembra surreale organizzare una manifestazione di piazza per un tema sul quale il governo ha già tutte le leve necessarie a intervenire». Un passaggio che lascia emergere anche un dubbio politico: «Non sono sicuro che questa iniziativa del Remigration Summit abbia il sostegno di tutto l’esecutivo».
Le vere priorità: energia, inflazione e dazi
A questo punto, il ragionamento si sposta sui problemi concreti delle imprese. Carraro è esplicito: «Oggi non è certo il nostro problema principale. Le priorità sono altre: energia, inflazione, dazi». Temi che, secondo l’imprenditore, rischiano di essere oscurati da un dibattito politico poco aderente alla realtà economica.
Inoltre sottolinea come «siamo in una fase economica complicata e queste sono le vere emergenze», ribadendo che «tutto il resto rischia di essere una distrazione».
Lavoro e immigrati: “Una risorsa per le imprese”
Infine, arriva un passaggio chiave per il mondo metalmeccanico e produttivo. Carraro chiarisce la posizione degli industriali sul tema immigrazione: «Per il nostro sistema produttivo è una risorsa. Alle imprese, spesso, mancano lavoratori».
Un concetto che si lega direttamente al problema demografico: «L’inverno demografico complica le cose». Per questo, conclude implicitamente il ragionamento, il tema va gestito ma senza ideologizzazioni, mantenendo il focus sulle esigenze reali delle aziende.


