lunedì, Luglio 20, 2026

Smart Working 1 Giorno a Settimana: Cosa Prevede il Piano UE e Perché in Italia si va nella Direzione Opposta

Il 22 aprile la Commissione europea presenterà il piano “AccelerateEU”, un pacchetto di misure pensato per rispondere alla nuova crisi energetica. L’obiettivo è ridurre i consumi in tempi rapidi, intervenendo soprattutto su mobilità, organizzazione del lavoro ed efficienza energetica. In questo contesto, torna con forza il tema dello smart working, considerato uno degli strumenti più immediati per tagliare il consumo di carburanti.

La linea europea: meno spostamenti e più lavoro da remoto

Le indicazioni che stanno emergendo si basano anche sulle raccomandazioni della International Energy Agency, che invita a ridurre gli spostamenti quotidiani. Da qui nasce l’ipotesi di incentivare il lavoro da remoto almeno un giorno a settimana, soprattutto nei settori dove è facilmente applicabile.

Non si tratta di un obbligo, ma di una linea guida chiara: meno traffico significa meno consumo di energia. Il piano, infatti, non entrerà direttamente nei contratti di lavoro, ma servirà a orientare le scelte dei governi nazionali nei prossimi mesi.

Italia in controtendenza: aziende verso il rientro totale

Mentre a livello europeo si spinge per mantenere e rafforzare il lavoro agile, in Italia si registra una tendenza opposta, soprattutto nel settore industriale.

«Gentili rappresentanti della direzione, con la presente desideriamo esprimere una preoccupazione… tali scelte possono risultare disincentivanti per la permanenza in azienda». È la presa di posizione dei lavoratori della Denso di Poirino contro la decisione di eliminare lo smart working per circa 300 impiegati.

Una scelta che si inserisce in una linea più ampia: anche Hanon e Stellantis stanno andando verso il rientro completo in presenza, con l’obiettivo di riportare tutti negli uffici, come nel caso di Mirafiori.

Il risultato è uno scontro aperto tra aziende e lavoratori, anche perché i dipendenti richiamano costi concreti: carburanti in aumento e impatto ambientale.

Un modello già diffuso altrove

Questa stretta contrasta con quanto avviene in altri contesti, sia pubblici che privati. In diverse realtà locali, come Bologna, l’Umbria o alcune aziende pubbliche del Sud, lo smart working è già strutturale e utilizzato in modo stabile.

In sintesi, mentre l’Europa indica il lavoro da remoto come leva per affrontare la crisi energetica, in Italia si sta aprendo un fronte opposto, con molte aziende pronte a ridimensionarlo proprio nel momento in cui potrebbe diventare strategico.

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