Manca poco alla partenza dei nuovi incentivi per l’acquisto di auto elettriche, in programma dal 22 ottobre 2025. Dopo ore di incertezza, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha confermato che non ci sarà alcuno slittamento: tutto procede come previsto.
Nessun click day, quindi, ma solo un po’ di confusione iniziale. Il malinteso è nato perché molti si aspettavano l’attivazione della piattaforma Sogei il 15 ottobre. Invece, in quella data è stato solo pubblicato un tutorial con le istruzioni per accedere al contributo.
Chi può richiedere il bonus e quanto vale
Il nuovo Ecobonus 2025 è rivolto a:
- Cittadini con ISEE sotto i 40.000 euro;
- Microimprese (con meno di 10 addetti);
- Residenti o aziende con sede legale nelle aree urbane funzionali, ovvero città con almeno 50.000 abitanti o zone interessate da pendolarismo.
Gli sconti previsti per l’acquisto di auto elettriche sono i seguenti:
- Fino a 9.000 euro per chi ha un ISEE entro i 40.000 euro;
- Fino a 11.000 euro con un ISEE sotto i 30.000 euro;
- Fino a 20.000 euro per le microimprese che acquistano veicoli commerciali elettrici.
Per ottenere gli incentivi è obbligatoria la rottamazione di un’auto a benzina o diesel fino a Euro 5.
In più, per evitare truffe, sarà riconosciuto solo a chi risulta intestatario del veicolo da almeno 6 mesi.
Nessuno slittamento, solo un tutorial: ecco perché si è parlato di “click day rinviato”
La piattaforma per l’invio delle richieste sarà disponibile dal 22 ottobre.
Il caos è scoppiato pochi giorni prima del 15 ottobre, quando si è diffusa la notizia (errata) del rinvio dell’inizio della campagna. Ma il Mase ha subito smentito: l’apertura della piattaforma era fissata 30 giorni dopo quella per i concessionari, avvenuta il 23 settembre.
“Non c’è nessuno slittamento. Si è sempre parlato di circa 30 giorni dopo l’apertura per i concessionari”, ha dichiarato il Ministero.
Dunque, tutto procede secondo i piani. Il click day non esiste: il bonus si potrà richiedere con calma, ma entro i limiti di disponibilità dei fondi.
Critiche e limiti del decreto
Il decreto 2025 – approvato ad agosto e finanziato con 597 milioni dal PNRR – piace poco a molti operatori del settore. Infatti:
- Copre solo il 55% della popolazione, secondo Codacons, perché le aree urbane funzionali sono solo 83;
- È riservato a cittadini e microimprese residenti in zone precise, escludendo molte aree rurali o montane;
- Nessuna apertura a ibride o plug-in: solo full electric.
Tuttavia, anche se criticato per i troppi vincoli, il nuovo Ecobonus rappresenta una leva importante per rilanciare la filiera dell’automotive, oggi in profonda crisi.
Per il settore metalmeccanico, da sempre legato alla produzione e manutenzione di veicoli, infatti può significare:
- Una spinta alla produzione di veicoli elettrici;
- Più investimenti nella componentistica green;
- Nuove opportunità di riqualificazione professionale.


