La finestra per scegliere i piani sanitari Metasalute validi per il 2026 si è chiusa il 3 novembre 2025. Molte aziende metalmeccaniche hanno fatto l’operazione, altre no.
E quando l’azienda non effettua la scelta entro quella data, scatta automaticamente la regola prevista dal Fondo: ai lavoratori viene attribuito d’ufficio il Piano Base.
Non è una sanzione, ma una conseguenza tecnica importante, perché da questa scelta (o non scelta) dipende il livello di coperture sanitarie che i lavoratori avranno per tutto il 2026.
Vediamo a chi si applica e cosa cambia in concreto.
Chi è interessato
La procedura riguarda le aziende aderenti a Metasalute che applicano il CCNL Metalmeccanici industria e che, ogni anno tra ottobre e inizio novembre, devono entrare nell’area riservata del Fondo per confermare o modificare il piano sanitario da attribuire ai dipendenti.
Se l’azienda ha fatto la scelta entro il 3 novembre, ai lavoratori si applica il piano scelto.
Se l’azienda non ha fatto nulla, allora il Fondo attribuisce in automatico il Piano Base a tutti i lavoratori iscritti tramite quell’azienda. I lavoratori non possono sostituirsi al datore di lavoro in questa fase: è un adempimento aziendale.
Cosa comporta il Piano Base
Il Piano Base garantisce comunque la sanità integrativa prevista dal contratto. Quindi i dipendenti non perdono il diritto al Fondo. Però il Piano Base ha:
massimali più bassi per visite, esami e diagnostica;
meno prestazioni rispetto ai piani superiori (odontoiatria, pacchetti maternità, fisioterapia, check-up spesso sono più limitati o assenti);
maggiore utilizzo di franchigie;
meno possibilità per i familiari di entrare o di avere coperture ampie.
In pratica, se l’azienda gli anni scorsi aveva scelto un piano migliore e quest’anno non ha rinnovato la scelta, i lavoratori nel 2026 si ritroveranno con una copertura più “povera” senza aver fatto nulla. È l’effetto dell’assegnazione d’ufficio.
Perché è un problema e cosa si può fare
Il punto critico è che la scelta del piano Metasalute si fa una volta l’anno. Saltata la finestra di ottobre-novembre 2025, il piano resta così per tutto il 2026. Non è possibile per il singolo lavoratore chiedere al Fondo un upgrade perché l’azienda ha dimenticato di fare la scelta.
L’unico margine che resta è interno all’impresa: la RSU o le organizzazioni sindacali possono segnalare il mancato adempimento e chiedere all’azienda di rispettare le prossime scadenze, così da tornare a un piano più alto dal 2027.
In sintesi: il 3 novembre è passato, il Fondo ha messo il pilota automatico e ha assegnato il Piano Base. I lavoratori non perdono la sanità integrativa, ma nel 2026 avranno meno prestazioni rispetto a quelle che avrebbero potuto avere se l’azienda avesse fatto la scelta in tempo.


