La partita sul rinnovo del CCNL Metalmeccanici entra nella sua fase decisiva. Con l’Assemblea nazionale dei delegati di Fim, Fiom e Uilm, riunita a Roma al centro Seraphicum, prende ufficialmente il via la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori sull’ipotesi di accordo firmata il 22 novembre scorso. Un passaggio molto importante, perché saranno proprio i metalmeccanici, con il voto, a decidere se confermare o meno il nuovo contratto nazionale.
L’assemblea nazionale e il percorso che porta al voto
All’assemblea hanno partecipato oltre 300 delegati provenienti da tutta Italia, insieme ai Segretari generali Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella. Il confronto si è concentrato sulla valutazione complessiva dell’intesa raggiunta dopo 17 mesi di trattativa e una mobilitazione senza precedenti negli ultimi vent’anni, con 40 ore di sciopero e manifestazioni diffuse. Da qui parte ora una campagna capillare di assemblee in fabbrica, che accompagnerà i lavoratori fino al momento decisivo del referendum.
18, 19 e 20 febbraio: le date chiave per i metalmeccanici
Il punto centrale del percorso è fissato nelle giornate del 18, 19 e 20 febbraio, quando si terrà la consultazione certificata tramite referendum. In quei tre giorni, nelle aziende metalmeccaniche di tutto il Paese, lavoratrici e lavoratori saranno chiamati a esprimersi sull’ipotesi di rinnovo.
È in questa finestra temporale che il contratto potrà essere approvato o respinto, rendendo il voto un passaggio determinante per oltre 1,7 milioni di addetti.
Gli aumenti salariali al centro dell’accordo
Sul piano economico, l’ipotesi di CCNL prevede un aumento dei minimi di 205 euro al livello C3, superiore all’IPCA-Nei, con il mantenimento della clausola di salvaguardia in caso di nuova fiammata inflattiva. Nel complesso, gli aumenti contrattuali raggiungono il 9,64%, a fronte di un’inflazione prevista del 7,20% nel triennio. Crescono anche i flexible benefits, che salgono a 250 euro.
Accanto agli aumenti, il testo rafforza la parte normativa: contrasto alla precarietà, più ruolo per gli Rls, attenzione a salute e sicurezza, parità di genere, miglioramenti su permessi, congedi parentali e trattamento di malattia. Un pacchetto che ora passa al giudizio finale delle lavoratrici e dei lavoratori, chiamati a decidere nelle giornate del 18, 19 e 20 febbraio.


