lunedì, Luglio 20, 2026

Pensioni 2026, ecco le nuove cifre: aumenti, date di pagamento e limiti agli assegni di gennaio

Il 2026 si aprirà con alcune novità rilevanti per i pensionati italiani. L’Inps ha infatti ufficializzato sia il calendario dei pagamenti del prossimo anno sia i nuovi importi aggiornati all’inflazione 2025. Le indicazioni contenute nella circolare 153/2025 chiariscono tempi, rivalutazioni e limiti applicabili alle diverse tipologie di assegno, offrendo un quadro utile per chi già percepisce una pensione e per chi si avvicina all’uscita dal lavoro.

Date di pagamento: gennaio 2026 parte subito

Il primo assegno pensionistico del 2026 arriverà con tempistiche differenziate. I pensionati che riscuotono tramite Poste Italiane avranno la disponibilità delle somme già dal 3 gennaio. Per chi invece riceve l’accredito su conto corrente bancario, il pagamento scatterà il 5 gennaio. Il calendario completo dell’anno è stato diffuso dall’INPS, che ha confermato la piena applicazione della rivalutazione annuale.

Rivalutazione e fasce di aumento degli assegni

Dal 1° gennaio 2026 gli importi saranno adeguati all’inflazione 2025, stimata all’1,4%. L’incremento pieno spetterà alle pensioni fino a 2.413,60 euro lordi mensili, pari a quattro volte il trattamento minimo. Per la parte compresa tra quattro e cinque volte il minimo, cioè fino a 3.017 euro, l’aumento scenderà all’1,26%. Oltre questa soglia, l’adeguamento sarà ridotto all’1,05%. A differenza del 2025, la rivalutazione tornerà a essere riconosciuta anche ai pensionati residenti all’estero.

Minimo, maggiorazioni e assegno sociale

Il nuovo trattamento minimo di riferimento salirà a 611,85 euro lordi mensili. Tuttavia, l’importo effettivamente erogato sarà più alto e raggiungerà 619,80 euro grazie a una maggiorazione temporanea dell’1,3%, che si aggiunge all’adeguamento inflattivo. Anche l’assegno sociale crescerà, arrivando a 546,24 euro mensili, con effetti diretti sull’aggiornamento delle soglie di accesso alle pensioni interamente contributive.

Limiti per quota 103 e tetti agli importi

Restano infine i vincoli per chi percepisce una pensione con “quota 103” senza aver ancora compiuto 67 anni. In questi casi l’importo massimo non potrà superare cinque volte il minimo, pari a 3.059,25 euro, se il diritto è stato maturato entro il 2023. Per chi ha raggiunto i requisiti successivamente, il tetto scende a quattro volte il minimo, cioè 2.447,40 euro mensili.

I più letti della settimana

Permessi Legge 104 in Vacanza: quando si Possono Usare e quali Sono i Rischi

Con l’arrivo dell’estate aumenta il numero di lavoratori che...

Blackout in Fabbrica, Cosa Succede alla Busta Paga degli Operai

I blackout estivi non stanno creando problemi soltanto alle...

Bonus INPS, ecco le Violazioni che Fanno Perdere i Benefici

Le imprese che usufruiscono di bonus INPS, sgravi contributivi...

Permesso di Lavoro: Cos’è, Quando Serve e Come Protegge i Lavoratori

Il Permesso di Lavoro è tornato al centro dell'attenzione dopo la...

Fondo Cometa, Stop alle Pratiche in Agosto. Ecco Chi Rischia Ritardi

Per gli operai metalmeccanici iscritti al Fondo Cometa si...

Topics

Permessi Legge 104 in Vacanza: quando si Possono Usare e quali Sono i Rischi

Con l’arrivo dell’estate aumenta il numero di lavoratori che...

Blackout in Fabbrica, Cosa Succede alla Busta Paga degli Operai

I blackout estivi non stanno creando problemi soltanto alle...

Bonus INPS, ecco le Violazioni che Fanno Perdere i Benefici

Le imprese che usufruiscono di bonus INPS, sgravi contributivi...

Permesso di Lavoro: Cos’è, Quando Serve e Come Protegge i Lavoratori

Il Permesso di Lavoro è tornato al centro dell'attenzione dopo la...

Fondo Cometa, Stop alle Pratiche in Agosto. Ecco Chi Rischia Ritardi

Per gli operai metalmeccanici iscritti al Fondo Cometa si...

Articoli correlati

Categorie popolari