Il 22 dicembre 2025 è stato sottoscritto il nuovo Contratto Collettivo Regionale di Lavoro per i metalmeccanici artigiani. A firmare l’accordo sono state Confartigianato Imprese, CNA, Casartigiani e Claai, insieme alle organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil del Piemonte.
L’intesa riguarda i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane che applicano il CCNL di settore e si inserisce nel solco dei CCRL già siglati in Marche, Veneto e Lombardia, rafforzando il ruolo della contrattazione regionale nel comparto metalmeccanico artigiano.
I settori interessati dall’accordo
Il perimetro applicativo del contratto è ampio. Rientrano le imprese artigiane della metalmeccanica, dell’installazione di impianti e dell’autoriparazione, oltre ai settori dell’oreficeria, dell’argenteria, dell’orologeria, dell’odontotecnica e del restauro di beni artistici e culturali. Il CCRL si applica esclusivamente alle aziende che adottano il CCNL dell’artigianato sottoscritto dalle parti firmatarie rinnovato con l’accordo del 19 novembre 2024.
L’Elemento Economico Regionale e gli arretrati
Dal 1° gennaio 2025 il contratto introduce un Elemento Economico Regionale pari all’1,5% dei minimi retributivi in vigore a dicembre dell’anno precedente. L’importo è riconosciuto su tutte le mensilità previste dal CCNL ed è ricalcolato annualmente entro il mese di gennaio sulla base dei minimi aggiornati. In caso di mancato rinnovo del CCRL, l’elemento continuerà ad essere calcolato sui valori in vigore al 31 dicembre 2028.
L’erogazione avverrà con la busta paga di gennaio 2026, mentre gli arretrati maturati per tutto il 2025 saranno corrisposti in tre tranche con le retribuzioni di gennaio, febbraio e aprile 2026. L’elemento ha natura retributiva e incide su tutti gli istituti, TFR compreso.
Produttività, garanzie e indennità di settore
Accanto alla quota fissa regionale, il CCRL disciplina un Elemento di Produttività Regionale fino a un massimo del 3% dei minimi tabellari nazionali, collegato all’andamento congiunturale delle imprese artigiane e definito a livello regionale. Se le condizioni non consentono l’erogazione del premio, ai lavoratori spetta una quota di garanzia di 150 euro lordi annui, riconosciuta come fringe benefit, salvo i casi di utilizzo di almeno 75 giorni di FSBA nell’anno precedente.
L’accordo conferma inoltre le indennità di settore già previste e ne dispone l’estensione anche ai lavoratori del restauro, in coerenza con il CCNL del 17 dicembre 2021.
Una Tantum e quota contrattuale
Per il periodo di scopertura contrattuale dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2024 è prevista una Una Tantum di 230 euro lordi, riconosciuta a tutto il personale in forza al 31 dicembre 2024, apprendisti compresi e riproporzionata per i part-time. Il pagamento è fissato con la retribuzione di giugno 2026, senza effetti su TFR o altri istituti.
Il CCRL introduce infine una quota contrattuale di 20 euro, trattenuta sulla retribuzione di febbraio 2026, con possibilità di rinuncia individuale nei termini previsti e con esclusione degli iscritti a Fim, Fiom e Uilm.


