La nuova convocazione del Tavolo Automotive al Ministero delle Imprese e del Made in Italy rappresenta un passaggio rilevante nel confronto tra Governo, industria e parti sociali su uno dei settori più esposti alle trasformazioni economiche e regolatorie. L’appuntamento è fissato per il 30 gennaio e arriva in una fase segnata dal calo della domanda, dall’aumento dei costi produttivi e dalle incognite legate alla transizione ecologica.
Il confronto riparte dal Mimit
Secondo la nota diffusa dal ministero, la riunione servirà a riaprire il dialogo sulle politiche industriali da mettere in campo nel 2026. All’ordine del giorno figurano il ruolo dell’Italia nel percorso di revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO₂ e l’analisi delle modifiche proposte dalla Commissione Ue, con un focus specifico su flotte aziendali e veicoli pesanti.
Energia e competitività tra i nodi centrali
A poche ore dal comunicato ministeriale è arrivato il commento di Emanuele Cappellano, Chief operating officer per la regione Enlarged Europe di Stellantis, intervenuto al Salone dell’Auto di Bruxelles. Secondo Cappellano, il Tavolo Automotive può diventare «una buona opportunità per lavorare sulla competitività», soprattutto su temi cruciali come il costo dell’energia e l’equilibrio tra esigenze industriali e aspettative dei clienti.
Collaborazione tra industria e Governo
L’impostazione indicata dal management del gruppo automobilistico punta su una cooperazione più stretta tra imprese e istituzioni, con l’obiettivo di sostenere la crescita del comparto. Una linea che si inserisce nel dibattito più ampio sulle politiche europee per il settore. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è tornata sul tema, sottolineando come molte delle difficoltà attuali derivino da scelte europee che, grazie anche alla pressione italiana, iniziano ora a essere riviste in chiave più pragmatica.
Regioni e sindacati al tavolo
Alla riunione del 30 gennaio sono state invitate tutte le principali sigle dell’automotive, insieme alle Regioni e ai sindacati. Sul tavolo torneranno molte delle proposte presentate a settembre a Torino, a conferma di un confronto che mira a ridisegnare gli strumenti di politica industriale per i prossimi anni.


