lunedì, Aprile 20, 2026

Cassa Integrazione: nel 2026 Può Arrivare Fino a 1.423 euro al Mese

Se lavori nel settore metalmeccanico, sapere quanto puoi ricevere in caso di cassa integrazione è fondamentale per organizzare il bilancio familiare. Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha aggiornato i massimali dei trattamenti di integrazione salariale, sia ordinaria (CIGO) che straordinaria (CIGS), oltre agli assegni dei Fondi di Solidarietà e altri strumenti di sostegno al reddito. In pratica, questi importi rappresentano il massimo che puoi percepire mensilmente se la tua azienda decide di ricorrere alla cassa integrazione.

Vediamo nel dettaglio quanto cambiano i massimali e come si applicano, anche per casi speciali come intemperie stagionali nel settore edile e lapideo, ma con uno sguardo particolare a chi lavora nella metalmeccanica.

Massimali CIGO e CIGS per operai e impiegati nel 2026

Dal 1° gennaio 2026, l’importo massimo mensile dei trattamenti di integrazione salariale è:

  • Importo lordo: 1.423,69 euro
  • Importo netto: 1.340,56 euro

Questi valori si applicano a:

  • CIGO (cassa integrazione ordinaria),
  • CIGS (cassa integrazione straordinaria),
  • CISOA (operai e impiegati agricoli a tempo indeterminato),
  • Assegno di integrazione salariale del FIS e dei Fondi di Solidarietà bilaterali.

Per gli operai metalmeccanici, significa che se l’azienda sospende temporaneamente il lavoro, questi massimali rappresentano il tetto massimo che l’INPS ti può corrispondere mensilmente.

Settore edile e lapideo: incremento del 20% per intemperie

Per i lavoratori del settore edile e lapideo, in caso di intemperie stagionali, l’importo massimo è maggiorato del 20%. Quindi:

  • Importo lordo: 1.708,44 euro
  • Importo netto: 1.608,66 euro

Questo aumento non riguarda direttamente la metalmeccanica, ma serve come riferimento per capire come la legge applica incrementi specifici a seconda del settore e delle condizioni particolari.

Come calcolare il netto della Cassa Integrazione

Dal massimale lordo indicato da INPS va sottratta una riduzione del 5,84%, prevista dall’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41.

  • Per esempio, dal lordo di 1.423,69 euro si ottiene un netto di 1.340,56 euro al mese.

Questo è importante da conoscere per pianificare le spese familiari e capire esattamente quanto ti arriverà sul conto in caso di sospensione del lavoro.

Altri trattamenti e assegni collegati

Oltre alla CIGO e alla CIGS, i massimali aggiornati si applicano anche a:

  • Assegni emergenziali dei Fondi di Solidarietà del Credito e del Credito Cooperativo,
  • Assegni di integrazione salariale per la riscossione tributi erariali,
  • Indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL,
  • Indennità di disoccupazione agricola,
  • Indennità di discontinuità per lavoratori dello spettacolo (IDIS),
  • Indennità straordinaria ISCRO,
  • Assegno per attività socialmente utili.

I nuovi massimali sono tutti contenuti nella circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026.

Per gli operai metalmeccanici, le principali voci rimangono la CIGO e la CIGS, che vengono direttamente erogate quando l’azienda sospende temporaneamente la produzione o riduce l’orario di lavoro. Ma anche conoscere il massimale dell’indennità di disoccupazione NASpI può tornare utile, qualora si perda il lavoro involontariamente.

Massimale NASpI 2026

La retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo delle indennità di disoccupazione NASpI è pari a 1.456,72 euro per il 2026.

L’importo massimo mensile di detta indennità non può in ogni caso superare, per il 2026, i 1.584,70 euro. In questo caso non si applica la trattenuta del 5,84%.

Cosa significa per gli operai metalmeccanici

Se lavori nella metalmeccanica, spesso le aziende ricorrono alla CIGO per cali temporanei di produzione o per ristrutturazioni. Con i nuovi massimali del 2026:

  • Sai quanto puoi ricevere al massimo mensilmente.
  • Puoi fare conti realistici sulle tue entrate durante eventuali periodi di sospensione.
  • Puoi confrontare i nuovi importi con quelli degli anni precedenti e capire l’adeguamento legato all’inflazione ISTAT.

L’aggiornamento dei massimali è pensato proprio per garantire che il trattamento di integrazione salariale resti adeguato al costo della vita e alla retribuzione media dei lavoratori.

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