I conti 2025 di Iveco si chiudono sotto le attese. I ricavi consolidati delle attività industriali in continuità si attestano a 13,4 miliardi di euro, in calo del 7% rispetto ai 14,4 miliardi del 2024. L’Ebit adjusted scende a 645 milioni (era 892 milioni), con un margine che passa dal 6,2% al 4,8%. L’utile netto adjusted cala a 312 milioni rispetto ai 520 milioni dell’anno precedente. Peggiora anche il flusso di cassa industriale, negativo per 109 milioni contro un dato positivo per 240 milioni nel 2024.
Il gruppo sconta il rallentamento del mercato europeo dei veicoli commerciali e industriali e la pressione sui volumi. Nel quarto trimestre, però, si sono visti segnali di recupero in termini di redditività e generazione di cassa.
A brillare è il business Defence, con ricavi in aumento del 19% a 1,37 miliardi ed Ebit adjusted a 156 milioni, con un margine dell’11,4%. Proprio questa divisione è al centro della cessione a Leonardo, che dovrà essere approvata nell’assemblea del 25 marzo insieme alla distribuzione di una cedola straordinaria tra 5,5 e 6 euro per azione, per circa 1,7 miliardi complessivi.
Defence unica area in crescita, ma è in vendita
Dopo la vendita della Difesa, scatterà l’Opa di Tata Motors su Iveco, operazione che porterà al delisting da Piazza Affari.
Impatto industriale e occupazione sotto osservazione
Per i lavoratori metalmeccanici il tema centrale è la tenuta industriale. La divisione Truck risente della debolezza europea, con consegne in calo, mentre Bus mostra segnali più solidi grazie alla crescita del mercato. Le scelte industriali del nuovo assetto proprietario saranno decisive per stabilimenti, volumi e investimenti.
Il passaggio della Difesa a Leonardo e l’ingresso di Tata Motors aprono una fase nuova. Per questo sindacati e addetti guardano con attenzione alle garanzie occupazionali e ai piani industriali che accompagneranno la riorganizzazione del gruppo.


