Non parliamo di assistenza, ma di diritti maturati con il lavoro. L’assegno ordinario di invalidità (AOI) è una prestazione previdenziale destinata a chi ha una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo e può far valere almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nei 5 anni precedenti la domanda.
Con la sentenza n. 94/2025 della Corte Costituzionale, resa operativa dalla circolare INPS n. 20 del 25 febbraio 2026, cambia una regola importante: anche chi ha l’assegno calcolato interamente con il sistema contributivo (quindi chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi) può ottenere l’integrazione al minimo.
Per molti metalmeccanici che hanno versato regolarmente i contributi e poi hanno dovuto lasciare il lavoro per problemi di salute, è una svolta concreta.
L’assegno può salire fino a 611,85 euro nel 2026
Nel 2026 il trattamento minimo è pari a 611,85 euro al mese.
Se l’assegno ordinario di invalidità è inferiore a questa cifra e si rispettano i limiti di reddito previsti, l’INPS deve integrarlo fino a tale soglia.
Inoltre, l’aumento decorre dal 1° agosto 2025, con diritto agli arretrati per chi aveva già i requisiti da quella data.
Il nodo decisivo: i redditi e il Modello RED
L’integrazione al minimo non è automatica per tutti. Dipende dalla situazione reddituale personale (e in alcuni casi coniugale).
Qui entra in gioco il Modello RED, cioè la dichiarazione dei redditi richiesta dall’INPS per le prestazioni collegate al reddito. Se i redditi sono già stati comunicati correttamente, l’Istituto può procedere al ricalcolo d’ufficio.
Se invece il RED non risulta aggiornato, occorre presentare una domanda di ricostituzione reddituale.
Come ottenere aumento e arretrati
La ricostituzione si può presentare online tramite il sito INPS accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendosi a un patronato.
Per chi ha pagato contributi per anni in fabbrica e oggi si trova con un assegno basso, verificare la propria posizione può significare ottenere un aumento mensile e recuperare gli arretrati dal 2025.


