Maserati resta in Stellantis e lo stabilimento di Cassino non è sul mercato. Dopo le rassicurazioni arrivate dall’amministratore delegato Antonio Filosa, però, il dibattito sul futuro del marchio del Tridente è tutt’altro che chiuso.
Le difficoltà registrate negli ultimi due anni continuano infatti a pesare sulle prospettive del brand, mentre emergono nuove indiscrezioni sulle possibili alleanze industriali che potrebbero coinvolgere partner asiatici.
Dopo le smentite sulla vendita si apre il tema delle partnership
Abbiamo raccontato le rassicurazioni arrivate da Filosa davanti alle Commissioni parlamentari: Maserati non è in vendita e nemmeno lo stabilimento di Cassino.
Una posizione ribadita anche dai vertici del marchio. Il direttore operativo Santo Ficili ha infatti escluso qualsiasi ipotesi di cessione del brand, nonostante l’interesse che continua a circolare attorno al Tridente.
Questo però non significa che tutto resterà invariato. Al contrario, Stellantis sta lavorando a nuove collaborazioni industriali e tecnologiche per rilanciare Maserati e riportare volumi produttivi negli impianti oggi sottoutilizzati.
Maserati in difficoltà: i numeri spiegano perché serve una svolta
Dietro le voci degli ultimi mesi ci sono soprattutto i risultati commerciali del marchio. Le consegne globali di Maserati sono passate dalle 26.600 unità del 2023 alle 11.300 del 2024, per poi scendere ulteriormente nel 2025 a circa 7.300 vetture.
Numeri che hanno alimentato le speculazioni su una possibile riorganizzazione del brand e sul futuro degli stabilimenti italiani collegati alla produzione Maserati, in particolare Cassino e Modena.
Stellantis guarda all’Asia per nuove tecnologie
Se la vendita è stata esclusa, resta invece aperta la strada delle partnership. Filosa ha confermato l’esistenza di trattative con due importanti interlocutori in grado di portare nuove tecnologie e competenze al marchio. I nomi non sono stati ufficializzati, ma nelle ultime settimane sono tornati a circolare con insistenza quelli dei gruppi cinesi Huawei e JAC.
L’ipotesi è quella di una collaborazione per lo sviluppo di future vetture elettriche o elettrificate di fascia alta, mantenendo però Maserati al centro del progetto per quanto riguarda design, posizionamento del prodotto e dinamica di guida.
In questo scenario Stellantis seguirebbe un modello già utilizzato in altre partnership internazionali, mantenendo il controllo delle attività europee (51% delle quote).
Cassino resta centrale nel futuro del marchio
Le indiscrezioni sul coinvolgimento di aziende asiatiche avevano alimentato anche i timori sul futuro dello stabilimento laziale. Negli ultimi mesi si era parlato perfino di un possibile interesse di BYD Auto (produttore di automobili cinese) per Cassino nell’ambito della ricerca di nuovi poli produttivi europei.
Le dichiarazioni di Filosa hanno però escluso questa prospettiva. Lo stabilimento resta parte integrante della strategia del gruppo e potrebbe beneficiare proprio delle nuove collaborazioni tecnologiche che Stellantis sta valutando.
Per i lavoratori si tratta di un segnale importante, anche se le organizzazioni sindacali continuano a chiedere maggiori dettagli sui piani industriali e sui futuri modelli da assegnare agli impianti italiani.
«Accogliamo con favore le indicazioni emerse dal Piano Italia di Stellantis e le dichiarazioni dell’amministratore delegato Antonio Filosa sul futuro dello stabilimento di Cassino. – Ha dichiarato Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio. – […] Tuttavia, è necessario consolidare questi annunci attraverso un percorso chiaro e verificabile, che assicuri prospettive industriali stabili e tutele occupazionali per i lavoratori dello stabilimento e dell’indotto. La Regione Lazio continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione del piano industriale di Stellantis, sostenendo ogni iniziativa utile a rafforzare la competitività del sito di Cassino e a garantire investimenti, innovazione e occupazione. Il nostro obiettivo è fare in modo che Cassino continui a rappresentare un punto di riferimento strategico per l’automotive italiano ed europeo».
Intanto Stellantis perde terreno in Borsa
Le incertezze sul futuro del settore automotive continuano però a riflettersi anche sui mercati finanziari. Le azioni Stellantis hanno infatti perso il 5,7% a Milano, nonostante il gruppo abbia presentato una nuova generazione di veicoli commerciali attraverso la divisione Stellantis Pro One.
Il calo evidenzia come gli investitori continuino a guardare con prudenza alle prospettive del settore automobilistico europeo, in una fase caratterizzata da forti trasformazioni tecnologiche, concorrenza crescente dei produttori asiatici e necessità di importanti investimenti.
Entro dicembre le risposte più attese
Le rassicurazioni sulla permanenza di Maserati all’interno di Stellantis hanno spento le voci di una vendita imminente, ma non hanno ancora chiarito quale sarà il percorso scelto per rilanciare il marchio. Le prossime decisioni sui partner tecnologici, sui nuovi modelli e sul ruolo degli stabilimenti italiani saranno decisive per comprendere il futuro del Tridente.
Per lavoratori, sindacati e territori coinvolti, le risposte più importanti potrebbero arrivare entro dicembre, quando Stellantis sarà chiamata a presentare una visione più dettagliata sul futuro di Maserati e degli impianti collegati alla sua produzione.


