La Rottamazione-quinquies torna in scadenza. Chi ha scelto il pagamento rateale deve versare la seconda rata entro il 30 settembre 2026. Ma cosa succede a chi non ha pagato la rata di luglio? Perde subito l’agevolazione oppure può ancora rimediare?
La nuova disciplina non prevede la decadenza automatica dopo una sola rata intermedia non pagata. Tuttavia, chi ha già saltato luglio deve intervenire entro settembre per non ritrovarsi con due rate insolute.
Chi deve pagare entro il 30 settembre
La scadenza riguarda i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione-quinquies e hanno scelto di dividere l’importo in più rate. Chi ha optato per l’unica soluzione doveva invece pagare entro il 31 luglio 2026.
Le scadenze previste nel 2026 sono:
- 31 luglio, prima rata;
- 30 settembre, seconda rata;
- 30 novembre, terza rata.
Il numero effettivo delle rate dipende dal piano scelto dal contribuente e riportato nella Comunicazione delle somme dovute.
La misura è disciplinata dall’articolo 1, commi da 82 a 101, della Legge n. 199/2025, cioè la Legge di Bilancio 2026. Le regole sulla decadenza contenute nel comma 95 sono state successivamente modificate dalla Legge n. 88/2026, che ha convertito il D.L. n. 38/2026.
Le informazioni aggiornate si trovano nella pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Cosa deve fare chi non ha pagato luglio
Chi non ha versato la prima rata del 31 luglio non è automaticamente fuori dalla Rottamazione-quinquies. La legge fa scattare la decadenza quando risultano non pagate o pagate in misura insufficiente due rate, anche non consecutive.
Per questo chi ha saltato luglio deve versare entro il 30 settembre almeno l’intero importo di una rata. Non basta un pagamento parziale.
I versamenti seguono un ordine progressivo. Se il contribuente paga una sola rata entro settembre, l’importo copre prima quella di luglio rimasta insoluta. La rata di settembre continuerà quindi a risultare non pagata.
Per riallinearsi completamente al piano dovrà versare gli importi relativi a entrambe le scadenze, utilizzando i moduli contenuti nella Comunicazione ricevuta.
Se non paga nulla entro il 30 settembre, invece, si ritroverà con due rate insolute e perderà i benefici della definizione agevolata.
Una sola rata saltata provoca la decadenza?
Se il contribuente ha pagato luglio ma non versa la rata intermedia di settembre, non decade immediatamente. Avrà una rata insoluta che il pagamento successivo andrà a coprire prima delle altre.
La regola cambia quando la rata non pagata è l’ultima del piano. In questo caso basta il mancato pagamento dell’ultima rata per rendere inefficace la rottamazione.
Le FAQ ufficiali sulla Rottamazione-quinquies chiariscono che tutte le somme indicate nel piano devono comunque essere versate.
Quando valgono i cinque giorni di tolleranza
I cinque giorni di tolleranza non si applicano indistintamente a tutte le rate. La legge li riconosce soltanto:
- per il pagamento in unica soluzione;
- per l’ultima rata del piano.
Di conseguenza, se il 30 settembre rappresenta una rata intermedia, non opera il margine di cinque giorni. Se, invece, costituisce l’ultima rata prevista dalla Comunicazione, il contribuente può pagare entro i cinque giorni successivi senza decadere.
Bisogna quindi controllare il proprio piano e verificare se quella di settembre è una rata intermedia oppure l’ultima.
Cosa succede dopo la decadenza
Quando la rottamazione perde efficacia, l’Agenzia considera le somme già versate come acconto sul debito complessivoe può riprendere le normali attività di recupero. Tornano inoltre dovute le somme escluse dall’agevolazione.
Come spiegato nel precedente approfondimento sulla scadenza di luglio, prima del pagamento bisogna controllare importo, numero della rata e codice del modulo.


