Dal 15 settembre 2026 i lavoratori metalmeccanici possono presentare domanda per due nuovi bandi dedicati al diritto allo studio. I contributi premiano i figli che hanno concluso la scuola media o conseguito una laurea magistrale. Al bando universitario possono partecipare anche i lavoratori-studenti.
L’iniziativa arriva da E.B.M., Ente Bilaterale Metalmeccanici, che mette a disposizione borse di studio da 400 a 1.500 euro. Gli interessati devono inviare la domanda entro il 15 novembre 2026.
La misura, però, non riguarda tutti i metalmeccanici. Possono richiederla i dipendenti delle aziende che applicano il CCNL Unionmeccanica-Confapi PMI, sottoscritto da Unionmeccanica Confapi con Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, purché l’azienda risulti in regola con i versamenti a E.B.M.
Fino a 500 euro per chi ha concluso la scuola media
Il primo bando mette a disposizione 500 borse di studio per i figli dei lavoratori che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di primo grado nell’anno scolastico 2025/2026.
L’importo dipende dal voto finale:
- 400 euro con una votazione pari a 8 o 9;
- 500 euro con una votazione pari a 10 o 10 e lode.
Per partecipare, il lavoratore deve presentare un ISEE 2025 oppure 2026 non superiore a 30.000 euro.
E.B.M. formerà la graduatoria partendo dal voto più alto. A parità di votazione, premierà la domanda arrivata prima: per questo conviene non aspettare gli ultimi giorni.
Se entrambi i genitori lavorano in aziende che versano a E.B.M., soltanto uno dei due può presentare la richiesta per lo stesso figlio.
Borsa da 1.500 euro per la laurea magistrale
Il secondo bando rappresenta una novità e finanzia 100 borse di studio da 1.500 euro ciascuna.
Possono partecipare i figli dei dipendenti e gli stessi lavoratori che hanno conseguito, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025, una laurea magistrale biennale successiva alla triennale oppure una laurea magistrale a ciclo unico.
Il candidato deve rispettare tre requisiti principali:
- avere ottenuto un voto di almeno 95 su 110;
- presentare un ISEE 2025 o 2026 non superiore a 30.000 euro;
- avere conseguito il titolo presso un’università italiana.
Il bando ammette anche i titoli rilasciati dalle università telematiche legalmente riconosciute. Esclude invece le università estere e chi ha già ottenuto una delle specifiche borse E.B.M. destinate ai figli dei lavoratori infortunati sul lavoro.
Anche in questo caso, la graduatoria considera prima il voto di laurea e, in caso di parità, l’ordine di presentazione delle domande.
Come presentare la domanda
Il lavoratore deve accedere alla propria Area Riservata E.B.M. e selezionare le voci “Bandi” e “Borse di studio”. Se lo richiede, anche l’azienda o il consulente associato all’impresa può trasmettere la domanda per suo conto.
Occorre allegare:
- l’attestazione ISEE 2025 o 2026;
- il certificato del titolo conseguito;
- il documento che dimostra il rapporto di genitorialità, quando la richiesta riguarda un figlio.
E.B.M. accetta i documenti soltanto in formato PDF. Non ammette immagini e non considera la DSU sufficiente al posto dell’attestazione ISEE. Tutti i requisiti si possono verificare nei bandi ufficiali pubblicati da E.B.M..
Il termine del 15 novembre 2026 è perentorio: dal 16 novembre il sistema non consentirà più di inviare la richiesta.
Come verrà pagata la borsa di studio
Dopo l’invio, E.B.M. assegnerà alla domanda un numero di protocollo. La graduatoria riporterà questo codice al posto del nome e l’Ente comunicherà l’esito anche tramite SMS.
Il contributo non arriverà direttamente sul conto del dipendente. E.B.M. verserà la somma all’azienda, che la inserirà nella busta paga del lavoratore che ha presentato la domanda.
La borsa sarà soggetta alle ritenute IRPEF, come prevede l’articolo 50, comma 1, lettera c), del D.P.R. 917/1986. Il dipendente riceverà quindi un importo netto inferiore alla somma lorda indicata nel bando.


