Otto ore di sciopero da effettuare entro il 5 ottobre e un presidio davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. È la mobilitazione annunciata da Fim, Fiom, Uilm e Uglm a sostegno della vertenza Electrolux, in vista del confronto convocato al MIMIT.
Il comunicato congiunto, datato 28 settembre 2026, indica gli obiettivi della protesta: preservare gli stabilimenti, i volumi produttivi, l’occupazione e le condizioni di lavoro. Quattro punti che le organizzazioni sindacali intendono riportare al centro del tavolo ministeriale.
Sciopero di otto ore entro il 5 ottobre
La proclamazione riguarda un’astensione dal lavoro di otto ore, da svolgere entro lunedì 5 ottobre. La formulazione del comunicato non stabilisce che lo sciopero debba necessariamente tenersi nella stessa giornata in tutti gli stabilimenti.
Per conoscere date, turni e modalità dell’astensione nei singoli siti, i lavoratori dovranno quindi fare riferimento alle indicazioni delle strutture sindacali territoriali e delle rappresentanze aziendali.
La mobilitazione accompagna una vertenza che i sindacati definiscono dura. Al centro non c’è soltanto la difesa dei posti di lavoro, ma anche la continuità industriale degli impianti e la salvaguardia delle condizioni nelle quali operano i dipendenti.
Presidio al MIMIT durante il tavolo
L’appuntamento comune è fissato per il 5 ottobre, quando si svolgerà un presidio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nella stessa giornata è previsto il tavolo sulla vertenza, con inizio alle ore 10.
La presenza davanti al Ministero servirà a sostenere le rivendicazioni sindacali mentre si terrà il confronto istituzionale. Il comunicato non specifica l’orario di avvio del presidio né contiene ulteriori dettagli organizzativi.
Stabilimenti, produzione e lavoro: le priorità
La piattaforma indicata da Fim, Fiom, Uilm e Uglm tiene insieme quattro aspetti: il mantenimento degli stabilimenti, la difesa dei volumi produttivi, la tutela dell’occupazione e delle condizioni di lavoro.
La salvaguardia della produzione assume un ruolo centrale perché riguarda le prospettive operative dei siti e, di conseguenza, la stabilità del lavoro.
Il documento diffuso il 28 settembre non riporta numeri relativi a eventuali esuberi, singoli stabilimenti interessati o misure aziendali. Per questi elementi, così come per gli eventuali impegni di Electrolux, sarà necessario attendere gli aggiornamenti sul confronto ministeriale.

