giovedì, Marzo 12, 2026

Vendita IVECO: Ora è Ufficiale l’Interrogazione alla Camera. Ecco il Testo

Il futuro di Iveco torna al centro del dibattito politico e istituzionale. Dopo le indiscrezioni circolate sulla stampa circa una possibile cessione del gruppo industriale da parte di Exor – holding della famiglia Agnelli – a nuovi investitori stranieri, tre deputati hanno depositato alla Camera un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

L’atto ispettivo, firmato da Girelli, Forattini e Peluffo, punta a fare chiarezza su un’operazione che, se confermata, potrebbe avere impatti profondi sul sistema produttivo nazionale e sull’occupazione nel settore automotive.

Scenari possibili della Vendita

Secondo le indiscrezioni riportate nei giorni scorsi, Exor avrebbe avviato una trattativa per la cessione del gruppo Iveco (escluso il ramo Defense), storico marchio italiano attivo nella produzione di camion, autobus e mezzi speciali. Tra i possibili acquirenti spicca il nome del colosso indiano Tata, proprietario del brand Jaguar Land Rover.

L’ipotesi si inserisce in una strategia di dismissione già avviata dal gruppo: a gennaio è stata ceduta la divisione antincendio Magirus al fondo tedesco Mutares e restano voci, mai confermate ufficialmente, su una possibile cessione anche del ramo dedicato ai veicoli per la difesa (Iveco Defence Vehicles). Quest’ultima è attualmente in fase di scorporo, con conclusione prevista entro la fine del 2025, un passaggio che, secondo i deputati interroganti, “potrebbe rendere più agevole l’eventuale cessione del resto del gruppo, considerata la natura sensibile e strategica del comparto militare in termini di sicurezza nazionale”.

Alleggerire il Gruppo Iveco scorporando la componente Defense può semplificare la trattativa, sostengono i 3 deputati.

16.000 Dipendenti in Italia

Iveco conta circa 34.000 dipendenti a livello globale, quasi la metà dei quali in Italia, distribuiti negli stabilimenti di Brescia, Suzzara, Atessa, Torino, Foggia e Bolzano. Circa 16.000 secondo le indicazioni sindacali. Un patrimonio industriale che i firmatari dell’interrogazione ritengono essenziale per il Paese.

Il gruppo ha annunciato per il periodo 2024-2028 un piano di investimenti da 5,5 miliardi di euro, destinati all’innovazione tecnologica e alla transizione energetica. Ma una cessione, sottolineano i parlamentari, “potrebbe compromettere seriamente tale piano e mettere a rischio sia gli investimenti previsti che la continuità e la solidità degli insediamenti produttivi italiani, con pesanti ricadute sull’occupazione e sul tessuto industriale nazionale”.

Una preoccupazione che si estende al ruolo strategico dell’automotive: “In un contesto in cui il comparto automotive rappresenta una componente strategica e strutturale del sistema produttivo italiano, l’ipotesi di un’ulteriore cessione di un’azienda così rilevante a investitori stranieri solleva forti preoccupazioni in termini di tutela dell’occupazione, della capacità industriale nazionale e degli interessi strategici del Paese”.

Le richieste al Ministro Urso

Nell’interrogazione, i deputati chiedono al Ministro delle Imprese e del Made in Italy:

  • Di quali informazioni il Governo disponga in merito a eventuali trattative in corso per la cessione del gruppo Iveco”;
  • Quali iniziative di competenza intenda adottare per tutelare i lavoratori coinvolti, salvaguardando i livelli occupazionali e le condizioni contrattuali”;
  • Se non ritenga opportuno intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, a tutela di un asset strategico per l’economia nazionale, attivando tutti gli strumenti politici e istituzionali utili a verificare la compatibilità dell’operazione con la salvaguardia degli interessi strategici dell’Italia”.

Ecco il testo originale dell’Interrogazione:

Una prima risposta di Urso al Question Time

Nei giorni scorsi, durante un question time in Parlamento, il Ministro Urso aveva già cercato di rassicurare sul tema, sottolineando che “i sindacati saranno coinvolti in ogni passaggio” e che il Governo vigilerà per proteggere l’occupazione e la competitività del settore.

Ora, però, l’interrogazione depositata il 24 luglio richiede una risposta più dettagliata e puntuale, soprattutto alla luce delle notizie di stampa e delle possibili implicazioni sull’economia nazionale.

Il caso Iveco si aggiunge a una serie di operazioni che negli ultimi anni hanno riguardato asset strategici del comparto industriale italiano, accendendo i riflettori sul tema della tutela della sovranità industriale e della sicurezza economica del Paese.

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