Via libera al progetto definitivo per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. A darne l’ok è stato il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, il Cipess, lo scorso 6 agosto.
Non si tratta solo di un’opera infrastrutturale strategica, che permetterà di attraversare lo stretto in 10-15 minuti in auto o in treno, anziché in 70-100 di traghetto. Ma anche di un’enorme opportunità occupazionale per l’Italia.
Secondo quanto riportato da La Stampa giovedì 7 agosto, i cantieri dell’opera daranno infatti lavoro a centinaia di migliaia di persone, con un impatto diretto su molteplici settori tecnici e produttivi.
Oltre 100 mila lavoratori coinvolti nel progetto
Secondo le stime ufficiali, saranno oltre 100 mila gli occupati complessivi legati alla realizzazione del ponte. Alcune proiezioni, riportate anche dal Ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini, parlano di quasi 120 mila nuovi posti di lavoro complessivi durante tutto il ciclo di costruzione, tra diretti e indotto.
Il cantiere sarà attivo per diversi anni (l’intenzione è che il ponte possa essere operativo dal 2032) e prevede la presenza media di 4.300 addetti all’anno, con un picco massimo di circa 7.000 lavoratori nelle fasi di maggiore attività.
Quali figure professionali lavoreranno nei cantieri?
I cantieri del Ponte sullo Stretto, in partenza dopo l’estate, richiederanno competenze altamente specializzate. Secondo quanto anticipato dalle fonti tecniche, le professionalità più richieste saranno:
- Saldatori specializzati
- Impiantisti
- Idraulici
- Elettricisti
- Esperti carpentieri
- Operai edili qualificati
- Ingegneri civili e strutturisti
Una filiera complessa e multidisciplinare che, oltre alla manodopera, coinvolgerà anche professionisti e tecnici per garantire la realizzazione di un’opera sicura, moderna e sostenibile. Nonché il ponte sospeso più lungo al mondo, con una lunghezza complessiva di 3.666 metri.
Coinvolte circa 300 imprese italiane
L’indotto economico del Ponte sullo Stretto è già significativo. Secondo le dichiarazioni riportate da La Stampa, il progetto coinvolgerà circa 300 imprese italiane tra appalti diretti e subappalti, «a partire dalle imprese lombarde» ha puntualizzato il Ministro Salvini.
Si tratta di aziende operanti nei settori delle costruzioni, dell’ingegneria, della logistica, dei trasporti e della fornitura di materiali. Le quali, fin da subito, inizieranno ad assumere nuova manodopera specializzata.


