Nel cuore dell’estate 2025 Unionmeccanica Confapi e i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno siglato un accordo economico che definisce gli aumenti retributivi per il biennio 2025–2026. L’intesa, firmata il 24 luglio, recepisce l’adeguamento IPCA-NEI fissato dall’ISTAT all’1,3% per il 2024 e attiva la clausola di garanzia salariale prevista dal contratto.
Per il 5° livello sono previsti 100 euro lordi, suddivisi in tre tranches: 27,90 euro dal 1° giugno 2025 (già erogati), 22,10 euro dal 1° settembre 2025 e 50 euro dal 1° giugno 2026. Gli importi sono riparametrati per tutti i livelli contrattuali: clicca qui per conoscere gli importi.
Superminimi sotto la lente
Le aziende che riconoscono superminimi assorbibili devono comunicare entro settembre se intendono assorbire i nuovi scatti economici. Una scelta delicata, perché l’assorbimento riduce l’impatto diretto in busta paga, ma può generare malumori interni se non accompagnato da una chiara comunicazione. Si tratta – tuttavia – di una facoltà possibile per le aziende, a certe condizioni.
Consulenti e imprese in valutazione
Consulenti del lavoro e uffici paghe stanno valutando insieme alle imprese la gestione dei superminimi. Le associazioni di categoria invitano a un approccio prudente: ogni decisione deve tenere conto dei margini disponibili, della produttività e della sostenibilità economica. In un contesto di mercato instabile, la gestione attenta diventa un passaggio obbligato.
Nuove leve per la contrattazione
Molte aziende guardano al welfare aziendale come strumento di equilibrio. Premi di risultato convertibili, benefit non monetari e piattaforme digitali di welfare rappresentano alternative sempre più diffuse. Questi strumenti possono attenuare l’impatto degli aumenti e rafforzare il legame con i lavoratori.
L’accordo del 24 luglio 2025 segna un passaggio chiave per le PMI metalmeccaniche. Conferma l’importanza del contratto collettivo, ma apre anche il dibattito sulla necessità di modelli più flessibili ed in grado di interpretare velocemente la realtà.