Il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici entra nella fase cruciale. Dopo le due giornate di confronto del 15 e 17 ottobre, Fim, Fiom e Uilm hanno annunciato – con un breve comunicato uscito ieri – la convocazione di quattro nuovi incontri con Federmeccanica e Assistal, in programma il 22, 23, 30 e 31 ottobre. L’obiettivo è chiudere entro la fine del mese una trattativa aperta a maggio 2024, ma il percorso si preannuncia tutt’altro che semplice.
Le imprese divise sulla parte economica
Durante gli ultimi incontri, è emersa con chiarezza una diversità di vedute interna alle delegazioni di Federmeccanica, dove grandi e medie imprese mostrano visioni differenti sul rinnovo. Le prime, più solide e competitive sui mercati internazionali, spingono per un’accelerazione e per definire in tempi rapidi un aumento salariale che dia stabilità alle relazioni industriali. Le seconde, invece, temono l’impatto economico di un incremento troppo pesante e chiedono gradualità e flessibilità negli adeguamenti. Ma i sindacati spingono: il contratto è scaduto 16 mesi fa.
Nessuna intesa sul salario, slitta la trattativa
Questa mancanza di una posizione comune tra gli industriali ha di fatto bloccato l’avanzamento della trattativa, rinviando la discussione di merito sulla parte economica alla fine del mese. Il punto più delicato resta quello del salario, con i sindacati che confermano la richiesta di 280 euro di aumento mensile, oltre alla rivalutazione di welfare aziendale ed Elemento di Garanzia Retributiva (EGR).
Quattro tappe per tentare la svolta: chiusura entro ottobre?
Il nuovo calendario di incontri, fissato per il 22, 23, 30 e 31 ottobre, servirà a colmare le distanze e verificare se esistono le condizioni per un’intesa entro ottobre.
Fim, Fiom e Uilm ribadiscono la volontà di accelerare i tempi e concludere il rinnovo in modo unitario, ma avvertono: senza una posizione chiara di Federmeccanica sulla parte economica, il rischio di un nuovo stallo resta concreto.


