giovedì, Agosto 27, 2026

Detassazione al 5% nelle Buste Paga dei Metalmeccanici. Deciso Chi Avrà Diritto e Chi Resta Fuori

La Legge di Bilancio 2026 introduce una detassazione al 5% sugli aumenti da rinnovo contrattuale per i lavoratori con redditi fino a 28.000 euro lordi annui, una misura che coinvolge direttamente il mondo metalmeccanico.
La norma si applicherà a tutti i metalmeccanici del settore privato, indipendentemente dal contratto collettivo applicato, ma con un vincolo chiaro: il beneficio riguarderà solo la parte di aumento salariale derivante dal rinnovo e non la paga base già percepita.

La flat tax agevolata potrà essere applicata ai rinnovi contrattuali siglati nel 2025 e nel 2026, con l’obiettivo di sostenere i redditi più bassi e incentivare la contrattazione collettiva. Restano esclusi i lavoratori pubblici e chi ha già beneficiato di un rinnovo precedente all’approvazione della manovra.

I contratti già rinnovati: quali aumenti potranno essere detassati

Nel comparto metalmeccanico diversi contratti collettivi hanno già stabilito aumenti retributivi nel corso del 2025. Questi potranno rientrare nel regime agevolato, dato che la misura ha valore retroattivo e copre anche gli accordi sottoscritti prima del 2026.

In particolare:

  • CCNL Cooperative Metalmeccaniche: il rinnovo siglato a giugno 2025 ha introdotto incrementi salariali distribuiti su più tranche. Per i lavoratori con redditi fino a 28mila euro, la parte di aumento potrà essere soggetta all’imposta ridotta del 5%.
  • CCSL Automotive (Stellantis, Iveco, CNH Industrial e Ferrari): anche il contratto specifico di settore, già aggiornato con incrementi economici nel corso del 2025, rientra tra quelli agevolabili. Gli aumenti riconosciuti ai lavoratori del comparto auto potranno dunque beneficiare della tassazione ridotta, se rispettano il limite reddituale.
  • CCNL Unionmeccanica Confapi: a luglio 2025 è stato concordato un acconto di 100 euro al 5° livello, parte di un percorso di rinnovo che deve ancora completarsi. Anche questo importo rientrerà tra quelli agevolabili, applicando l’aliquota del 5% sulla sola quota di aumento contrattuale.

Per questi tre comparti, la nuova misura fiscale rappresenta un vantaggio concreto: il governo ha voluto premiare i rinnovi già sottoscritti nel 2025, rendendo effettivo un sconto retroattivo che alleggerirà la pressione fiscale sui lavoratori a reddito medio-basso.

Federmeccanica-Assistal: agevolazione al momento del rinnovo

Diversa la situazione per i lavoratori dell’industria metalmeccanica che fanno capo al CCNL Federmeccanica-Assistal, ancora in fase di attesa di rinnovo.
In questo caso, la detassazione del 5% potrà essere applicata solo al momento della firma del nuovo contratto, attesa nel corso del 2026.
Quando l’accordo verrà sottoscritto, la quota di aumento salariale concordata per i lavoratori fino a 28.000 euro sarà anch’essa soggetta all’imposta agevolata.

Il provvedimento si tradurrà, quindi, in una riduzione effettiva della tassazione sugli incrementi retributivi, lasciando più soldi in busta paga proprio ai lavoratori che oggi faticano di più a difendere il proprio potere d’acquisto.

Artigiani esclusi: contratto rinnovato troppo presto

Sono invece esclusi dalla detassazione i circa 500.000 metalmeccanici artigiani, poiché il loro contratto collettivo nazionale è stato rinnovato in anticipo rispetto agli altri, il 19 novembre 2024.
Il rinnovo, avvenuto prima dell’approvazione della Legge di Bilancio, non rientra nel periodo di riferimento (2025-2026) previsto per l’applicazione della flat tax del 5%.
Per questi lavoratori, quindi, gli aumenti già riconosciuti non potranno beneficiare dell’aliquota agevolata, anche se rientrano nelle stesse fasce di reddito.

La misura del governo resta dunque concentrata sui rinnovi recenti e futuri, premiando chi nel 2025 e 2026 avrà incrementi salariali legati a nuovi accordi collettivi.
Per i metalmeccanici del settore privato, si tratta di un intervento fiscale mirato che, se applicato pienamente, potrà tradursi in un aumento netto in busta paga su ogni euro di incremento contrattuale riconosciuto.

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