Il futuro dello stabilimento Stellantis di Termoli torna al centro del confronto istituzionale e sindacale dopo le decisioni assunte la scorsa settimana a Bruxelles. L’apertura dell’Unione europea a una maggiore flessibilità sulle emissioni e alla possibilità di continuare a vendere auto ibride anche oltre il 2035 riaccende infatti il dibattito sulle prospettive dei siti legati alla produzione di motori.
Il confronto tra Regione e sindacati dopo le decisioni Ue
Alla luce di questo nuovo scenario si è svolto un incontro tra Regione Molise e organizzazioni sindacali per fare il punto sulla situazione dello stabilimento di Rivolta del Re. Il presidente della Regione, Francesco Roberti, ha annunciato la convocazione di un nuovo tavolo istituzionale il 15 gennaio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dedicato esclusivamente al futuro industriale di Termoli.
L’ipotesi di un nuovo motore finanziato dal Mimit
Nel corso del confronto, l’assessore regionale alle Attività produttive e allo Sviluppo economico, Andrea Di Lucente, ha spiegato che la Regione intende verificare con il ministero la possibilità di finanziare lo sviluppo di un nuovo motore da assegnare allo stabilimento molisano. Un progetto che, secondo la Regione, potrebbe rappresentare una leva concreta per garantire continuità produttiva in una fase di forte incertezza.
Area di crisi complessa Molise-Abruzzo: obiettivo marzo
Parallelamente, Palazzo Vitale sta lavorando con il ministero, la Regione Abruzzo e i sindacati alla definizione di una Area di crisi industriale complessa che coinvolga i due territori. L’obiettivo è chiudere il percorso entro il mese di marzo, così da attivare strumenti straordinari di sostegno, incentivi e politiche di reindustrializzazione.
Occupazione a rischio e richiesta di nuove produzioni
Il quadro occupazionale resta fragile. A Termoli sono coinvolti circa 2.000 lavoratori (dal 1° settembre 2025 al 31 agosto 2026), molti dei quali da tempo interessati da cassa integrazione, spesso a rotazione, a causa della riduzione dei volumi produttivi. Il prossimo biennio viene considerato particolarmente critico. Per questo Regione e sindacati hanno deciso di muoversi insieme, chiedendo l’avvio rapido di nuove produzioni nello stabilimento, unica strada per mettere in sicurezza l’occupazione. Nel confronto è intervenuto anche Marco Laviano, che ha ribadito la necessità di decisioni industriali rapide e vincolanti.


