L’industria metalmeccanica italiana continua a muoversi in un contesto di forte incertezza economica e geopolitica. È quanto emerge dalla 177ª Indagine congiunturale di Federmeccanica, diffusa il 5 marzo 2026, che fotografa un settore ancora in difficoltà dopo il rallentamento degli ultimi anni.
Nel 2025 la produzione metalmeccanica e meccatronica è diminuita dello 0,9% rispetto al 2024, mentre nell’Unione europea la media è rimasta sostanzialmente stabile (+0,2%). A pesare sul risultato italiano è soprattutto il forte arretramento del comparto automotive, che registra una contrazione dell’11,1%.
Produzione in calo e automotive in forte difficoltà
Secondo l’indagine di Federmeccanica, la dinamica produttiva del 2025 è stata molto irregolare. Dopo un biennio difficile tra 2023 e 2024, il settore non è riuscito a recuperare completamente la perdita registrata nei primi mesi dell’anno.
Il peggioramento è stato trainato principalmente dal comparto autoveicoli e rimorchi, ma hanno registrato cali anche altri settori della filiera industriale. In particolare:
- prodotti in metallo: -1,1%
- macchine e apparecchi elettrici: -0,6%
- macchine e apparecchi meccanici: -0,5%
Al contrario, alcuni comparti hanno mostrato segnali di crescita. Tra questi la metallurgia (+3,0%), i computer e strumenti di precisione (+1,9%) e gli altri mezzi di trasporto (+1,6%).
Ordini in lieve miglioramento solo per il 28% delle imprese
Il quadro congiunturale rimane fragile anche sul fronte degli ordini.
Solo il 28% delle imprese intervistate dichiara infatti un miglioramento del portafoglio ordini, mentre il 27% segnala un peggioramento. Il saldo resta quindi positivo ma molto contenuto.
La situazione finanziaria non appare del tutto rassicurante. Il 9% delle aziende valuta “cattiva o pessima” la propria liquidità, mentre il 47% delle imprese prevede nei prossimi mesi una sostanziale stabilità dei volumi produttivi.
Anche sul fronte occupazionale prevale la prudenza: il 68% delle imprese non prevede cambiamenti nella forza lavoro, mentre il 20% ipotizza aumenti e il 12% possibili riduzioni.
Export ancora in crescita ma lontano dal passato
Nel 2025 le esportazioni metalmeccaniche italiane sono cresciute del 2,9% in valore rispetto all’anno precedente. Si tratta però di una crescita ancora distante dalle dinamiche a doppia cifra che fino al 2022 caratterizzavano il settore.
Le tensioni geopolitiche e l’incertezza sulle politiche commerciali internazionali, in particolare sui dazi statunitensi, continuano infatti a pesare sulle strategie di export delle imprese.
Acciaio strategico per l’industria e nodo ex Ilva
L’indagine dedica inoltre un focus al tema dell’acciaio, materia prima utilizzata dal 63% delle imprese metalmeccaniche. Per il 42% di queste aziende il costo di approvvigionamento dell’acciaio supera il 30% delle materie prime utilizzate nella produzione.
Oltre il 60% delle imprese acquista acciaio da fornitori italiani, mentre quote minori provengono da altri Paesi UE (22%), mercati extra UE (9%) e Cina (6%).
Non sorprende quindi che il 64% degli imprenditori consideri l’acciaio italiano un fattore strategico per la competitività del Paese, mentre il 68% ritiene fondamentale il rilancio dell’ex Ilva per il sistema industriale italiano ed europeo.


