lunedì, Luglio 27, 2026

Metalmeccanici: Fino a 250€ Extra in Busta Paga grazie al Bonus sugli Aumenti

Arrivano nuovi chiarimenti sulla detassazione degli aumenti di stipendio previsti dai rinnovi dei contratti collettivi. La Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ha pubblicato una circolare che spiega come applicare nella pratica l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti contrattuali previsti per il periodo 2024-2026.

Le prime simulazioni mostrano che anche per i lavoratori metalmeccanici dell’industria il beneficio può essere concreto. In alcuni casi il vantaggio in busta paga potrebbe arrivare fino a 250 euro, grazie alla tassazione ridotta sugli incrementi salariali.

Detassazione degli aumenti contrattuali: cosa cambia con la nuova misura

La misura è stata introdotta dalla legge di bilancio 2026 e riguarda gli aumenti previsti dai rinnovi dei contratti collettivi firmati nel triennio 2024-2026.

In pratica, sugli incrementi di stipendio derivanti dai rinnovi contrattuali si applica una imposta sostitutiva del 5%, invece della tassazione ordinaria IRPEF. Questo significa che una parte degli aumenti resta più “pulita” in busta paga, con un vantaggio economico per il lavoratore.

La detassazione si applica ai lavoratori con reddito fino a 33 mila euro annui e riguarda gli aumenti previsti dai rinnovi contrattuali nazionali. Sono esclusi quindi i rinnovi dei contratti cosiddetti “pirata”.

Per chiarire come applicare concretamente la norma, la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ha pubblicato una circolare con diversi esempi pratici e simulazioni sui principali contratti.

In questo articolo ci soffermeremo sui benefici previsti per i metalmeccanici dell’industria.

Metalmeccanici: aumenti già partiti nel 2025 e detassazione dal 2026. Cosa c’è da sapere

Nel caso dei metalmeccanici dell’industria, gli aumenti contrattuali sono iniziati da giugno 2025 ma per effetto della clausola di garanzia e non del rinnovo del CCNL, firmato solo il 22 novembre 2025. Secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate, la detassazione può applicarsi dal 1° gennaio 2026, anche se gli aumenti fanno riferimento a tranche contrattuali entrate in vigore prima: tuttavia per i metalmeccanici industria gli aumenti applicati da giugno 2025 sono esclusi poiché non frutto di un accordo di rinnovo.

Pertanto gli aumenti detassati saranno solo quelli che decorreranno da giugno 2026: 53,17 euro al livello C3.

Le simulazioni elaborate dai Consulenti del lavoro mostrano che il vantaggio può variare a seconda del livello di inquadramento e dell’orario di lavoro.

Fino a 250 euro di vantaggio in busta paga

Per stimare l’impatto della misura, i Consulenti del lavoro hanno analizzato diversi livelli contrattuali del settore metalmeccanico. Quelli che avranno il Bonus sono i livelli di inquadramento più bassi:

Tabella estrapolata dalla trasmissione Diciottominuti del 05.03.2026 – Busta paga “più pesante”: l’analisi della Fondazione Studi CdL

Come si vede dalla tabella che riporta le simulazioni, in particolare sono stati presi in considerazione:

  • due livelli di inquadramento, D1 e B1;
  • lavoratori a tempo pieno;
  • lavoratori con part-time al 60%.

Le simulazioni sono state costruite su livelli di reddito compatibili con la soglia prevista dalla norma, cioè fino a 33 mila euro annui.

Dai calcoli emerge che il vantaggio più alto riguarda i lavoratori B1, con una retribuzione annua lorda intorno ai 30 mila euro, per i quali il beneficio può arrivare fino a 250 euro.

Come funziona concretamente il vantaggio fiscale

Il beneficio nasce dal fatto che sugli aumenti contrattuali non viene applicata la normale tassazione IRPEF, ma una aliquota ridotta del 5%. In pratica, la quota di aumento prevista dal contratto viene tassata meno rispetto allo stipendio ordinario. Questo permette al lavoratore di trattenere una parte maggiore dell’incremento salariale.

Il vantaggio complessivo dipende da diversi fattori, tra cui:

  • il livello di inquadramento nel contratto metalmeccanico;
  • la retribuzione annua lorda (RAL);
  • l’importo degli aumenti previsti dal rinnovo contrattuale.

Per questo motivo l’incremento in busta paga non è uguale per tutti, ma varia da caso a caso.

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