Le vendite di Stellantis in Europa stanno migliorando negli ultimi mesi. Ma questo non significa che la situazione negli stabilimenti italiani sia positiva. Anzi, proprio mentre il gruppo recupera quote di mercato, in Italia continua a ridurre personale e produzione.
Il caso più evidente è quello dello stabilimento di Cassino, oggi al centro anche delle trattative con Dongfeng Motor Corporation.
Produzione crollata e fabbrica sempre più ferma
A Cassino si producono Alfa Romeo Giulia e Stelvio. Ma i numeri sono drasticamente calati. Si è passati da circa 135 mila auto nel 2017 a poco più di 19 mila nel 2025.
Questo significa una cosa semplice: la fabbrica lavora pochissimo. Nel 2026, nei primi mesi, ci sono stati anche periodi con pochissimi giorni effettivi di produzione.
Di conseguenza, è aumentato l’uso della cassa integrazione e l’incertezza tra i lavoratori.
Oltre mille uscite incentivate negli stabilimenti italiani
Contemporaneamente, il gruppo guidato da Antonio Filosa sta portando avanti un piano di uscite volontarie. In pratica, vengono offerti incentivi economici per lasciare il lavoro.
I numeri sono chiari:
- 121 lavoratori tra Mirafiori e altri siti torinesi,
- 425 a Melfi,
- 150 a Pomigliano,
- 302 ad Atessa,
- 50 a Termoli.
In totale, oltre 1.000 uscite.
20 marzo 2026: sciopero a Cassino contro cassa integrazione e mancanza di modelli
Il malcontento è esploso il 20 marzo 2026, quando Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato uno sciopero con manifestazione proprio a Cassino. In piazza sono scesi migliaia di lavoratori, tra dipendenti diretti e indotto (fonti: Ansa, RaiNews, Uilm).
I motivi della protesta sono stati molto concreti:
- produzione crollata negli ultimi anni,
- pochissimi giorni di lavoro nel 2026,
- uso continuo della cassa integrazione,
- nessuna certezza sui nuovi modelli.
I sindacati hanno parlato apertamente di rischio “desertificazione industriale”.
L’ipotesi Dongfeng: cosa potrebbe cambiare
In questo contesto si inserisce l’ipotesi di un ingresso di Dongfeng nello stabilimento. L’idea sarebbe utilizzare Cassino per produrre nuove auto, anche elettriche, e aumentare i volumi.
Resta però il punto centrale: capire se questa operazione servirà davvero a garantire lavoro stabile oppure se rappresenterà solo un’altra fase della riorganizzazione in corso.


