Nel 2026 l’Assegno di maternità dei Comuni può arrivare fino a 2.065,50 euro.
La prestazione è pensata soprattutto per le madri che non hanno una tutela previdenziale di maternità. Può però interessare anche una lavoratrice dipendente quando l’indennità di maternità già riconosciuta è inferiore all’importo dell’assegno comunale.
La domanda deve essere presentata al Comune di residenza, mentre il pagamento viene effettuato dall’INPS.
Per le nascite avvenute nel 2026, la richiesta va inoltrata entro 6 mesi dalla nascita del bambino.
Quanto spetta nel 2026
Quando viene riconosciuto nella misura intera, l’assegno è pari a 413,10 euro al mese per 5 mensilità, per un totale massimo di 2.065,50 euro.
Per accedere alla prestazione nel 2026, l’ISEE non deve superare 20.668,26 euro.
Gli stessi valori si applicano, in presenza dei requisiti, anche nei casi di adozione e affidamento preadottivo.
Importo e soglia ISEE sono indicati nella circolare INPS n. 16 dell’11 febbraio 2026.
Chi può ricevere l’assegno
L’Assegno di maternità dei Comuni può essere riconosciuto alle madri che rispettano i requisiti previsti dalla normativa e che si trovano in una delle situazioni ammesse.
Il primo caso riguarda chi non percepisce alcuna indennità previdenziale di maternità. Se sono presenti anche gli altri requisiti, può spettare l’assegno comunale nella misura prevista.
Il secondo caso riguarda chi riceve già una prestazione di maternità, ma di importo inferiore all’assegno comunale. In questa situazione può essere riconosciuta la quota differenziale, cioè la differenza tra quanto già percepito e quanto spettante con l’assegno dei Comuni.
Se invece l’indennità previdenziale di maternità è pari o superiore all’importo dell’assegno comunale, non spetta un ulteriore pagamento integrale.
Per una lavoratrice metalmeccanica dipendente, quindi, il diritto va verificato confrontando la propria indennità di maternità con l’importo previsto dall’assegno comunale.
La domanda va presentata al Comune di residenza
La richiesta non si presenta direttamente all’INPS.
La domanda deve essere inoltrata al Comune di residenza della madre, che verifica ISEE, requisiti personali e situazione previdenziale e decide se concedere la prestazione.
Una volta riconosciuto il diritto, il pagamento viene effettuato dall’INPS.
Modulo, documenti richiesti e modalità di invio possono cambiare da Comune a Comune. Per questo è necessario controllare il sito istituzionale del proprio Comune o rivolgersi agli uffici competenti.
Attenzione al termine di 6 mesi
La domanda deve essere presentata entro 6 mesi dalla nascita del bambino.
Nei casi di adozione o affidamento preadottivo, il termine decorre dall’effettivo ingresso del minore nella famiglia.
Anche a settembre 2026 possono quindi esserci madri ancora nei termini per presentare la richiesta, ma bisogna verificare la data esatta della nascita o dell’ingresso del minore in famiglia.
Assegno di maternità e Assegno Unico possono coesistere
L’Assegno di maternità dei Comuni e l’Assegno Unico e Universale sono prestazioni diverse.
Possono essere riconosciute entrambe quando sono presenti i rispettivi requisiti.
Il limite riguarda invece gli altri trattamenti previdenziali di maternità: se la madre ne riceve già uno di importo inferiore, può spettare la differenza; se è pari o superiore all’assegno comunale, non si aggiunge l’intero importo di 2.065,50 euro.


