Settembre può riportare gli straordinari nella busta paga di molti lavoratori metalmeccanici. Dopo la pausa estiva, infatti, la ripresa della produzione può tradursi in ore aggiuntive, turni, lavoro al sabato o prestazioni notturne. Ma quanto vale davvero un’ora di straordinario?
La risposta dipende dal momento in cui viene svolto il lavoro e dal tipo di prestazione. Il CCNL Metalmeccanici Industria Federmeccanica-Assistal prevede maggiorazioni diverse e, nel 2026, c’è anche una novità fiscale che può rendere più conveniente alcune di queste ore.
Metalmeccanici, quanto vale un’ora di straordinario
Il CCNL Metalmeccanici Industria stabilisce che lo straordinario viene pagato applicando una maggiorazione sulla retribuzione oraria. Per lo straordinario ordinario diurno, la maggiorazione è:
- 25% per le prime due ore;
- 30% per le ore successive.
La percentuale viene applicata alla retribuzione oraria prevista dal contratto. Per il calcolo della quota oraria, il CCNL utilizza il divisore convenzionale di 173 (corrisponde alla media mensile delle ore lavorative teoriche in un anno per un orario di 40 ore settimanali).
Facciamo un esempio concreto prendendo come riferimento il livello C3, il cui minimo tabellare dal 1° giugno 2026 è pari a 2.211,43 euro lordi mensili. Dividendo 2.211,43 euro per 173 si ottiene una quota oraria di circa 12,78 euro.
Con la maggiorazione del 25%, la prima e la seconda ora di straordinario valgono quindi circa 15,98 euro lordi ciascuna. Mentre con la maggiorazione del 30%, le ore successive valgono invece circa 16,62 euro lordi ciascuna.
Si tratta naturalmente di un esempio costruito sul solo minimo tabellare. La retribuzione oraria effettiva del singolo lavoratore può essere diversa perché nella base di calcolo possono rientrare gli altri elementi retributivi previsti dal contratto.
Straordinario festivo e notturno: le percentuali aumentano
Per chi lavora in fabbrica, però, non tutti gli straordinari sono uguali. Il CCNL Federmeccanica-Assistal distingue infatti lo straordinario ordinario da quello svolto in orario notturno o festivo:
- per lo straordinario festivo la maggiorazione prevista è del 55%;
- per lo straordinario notturno, la maggiorazione è del 50% per le prime due ore e del 50% per le ore successive per i lavoratori non turnisti;
- per i lavoratori a turni è invece del 40% per le prime due ore e del 45% per quelle successive.
Esiste poi una maggiorazione ancora più alta per lo straordinario notturno festivo: il CCNL prevede il 75% per i lavoratori non turnisti e il 65% per i lavoratori a turni.
Per lo straordinario notturno festivo con riposo compensativo, infine, è prevista una maggiorazione del 55% per i non turnisti e del 50% per i turnisti.
Questo significa che, prima di controllare quanto è stato pagato uno straordinario nella busta paga di settembre, bisogna capire quando sono state effettuate quelle ore. Un’ora di straordinario ordinario e un’ora di straordinario festivo, pur essendo entrambe ore aggiuntive, come visto, possono avere un valore molto diverso.
Nel 2026 c’è la detassazione del 15%: quali straordinari riguarda
La novità più interessante per i lavoratori metalmeccanici riguarda la tassazione. Nel 2026 è prevista un’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni e sulle indennità legate al lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e al lavoro a turni.
L’agevolazione riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2025 hanno avuto un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro. C’è inoltre un limite: il regime agevolato si applica fino a 1.500 euro complessivi nell’anno. Una volta superata tale soglia, sulle somme che eccedono non si applica più la stessa imposta sostitutiva.
Per i metalmeccanici c’è però una distinzione fondamentale. Lo straordinario ordinario, cioè quello effettuato normalmente durante una giornata feriale, non beneficia della tassazione al 15%.
Diverso è il caso dello straordinario festivo o notturno. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, quando lo straordinario è effettivamente festivo o notturno, l’imposta sostitutiva del 15% può applicarsi all’intera retribuzione corrisposta per quella prestazione, quindi non soltanto alla maggiorazione. È un chiarimento particolarmente importante per chi lavora nell’industria metalmeccanica, dove turni, notturni e prestazioni festive possono essere frequenti.
Quanto resta in più in busta paga con il 15%
Per capire la differenza, immaginiamo un lavoratore metalmeccanico che abbia diritto alla detassazione e che in un mese abbia effettuato ore di straordinario festivo o notturno per un valore complessivo di 300 euro rientrante nell’agevolazione. Su quei 300 euro si applica l’imposta sostitutiva del 15%. La sola imposta sarebbe quindi pari a 45 euro.
Il confronto con la tassazione ordinaria non può però essere fatto semplicemente dicendo che il lavoratore “porta a casa l’85%”, perché sul compenso incidono anche i contributi previdenziali e le altre componenti fiscali della busta paga.
Il vantaggio consiste nel fatto che la quota che rientra nell’agevolazione viene assoggettata al 15% anziché alla normale tassazione IRPEF, sempre rispettando i requisiti previsti dalla legge.
Busta paga di settembre, cosa devono controllare i metalmeccanici
Per chi ha effettuato straordinari durante la ripresa dell’attività dopo l’estate, la busta paga di settembre può quindi essere l’occasione per fare un controllo. Le voci da guardare sono soprattutto:
- le ore di straordinario effettivamente conteggiate;
- la maggiorazione applicata;
- l’eventuale indicazione di straordinario festivo o notturno;
- la retribuzione oraria utilizzata per il calcolo;
- l’eventuale applicazione dell’imposta sostitutiva del 15%;
- il progressivo delle somme già agevolate nel corso del 2026.
Il punto più importante è non confondere maggiorazione contrattuale e detassazione fiscale.
La prima dipende dal CCNL Metalmeccanici Industria: stabilisce quanto deve essere pagata l’ora aggiuntiva rispetto alla retribuzione ordinaria. La seconda dipende invece dalla legge e dai requisiti fiscali del lavoratore: stabilisce come vengono tassate determinate somme. Per questo, se un metalmeccanico ha fatto dieci ore di straordinario ordinario a settembre, non può dare per scontato che quelle dieci ore siano detassate al 15%. Se invece ha lavorato di notte o in una giornata festiva, può entrare in gioco il regime fiscale agevolato previsto per il 2026.
In pratica, più che contare soltanto le ore, conviene controllare quando sono state fatte e quale voce compare nel cedolino. È lì che si capisce quanto lo straordinario vale davvero.


