Un’azienda perde ordini e valuta tagli al personale. Un’altra, nello stesso settore, lavora a pieno ritmo e registra risultati in crescita. Si può trattare allo stesso modo la retribuzione dei dipendenti delle due imprese? È il nodo del rinnovo contrattuale che si aprirà il 7 ottobre in Germania per oltre 3,7 milioni di lavoratori dell’industria metallurgica ed elettrica.
IG Metall porterà al tavolo tre richieste: salari più alti del 5%, maggiori garanzie per l’occupazione e una quota degli utili ai dipendenti delle aziende che vanno particolarmente bene. Per le retribuzioni più basse il sindacato chiede un miglioramento più consistente.
Una richiesta diversa secondo la situazione aziendale
L’aumento salariale serve, secondo IG Metall, a recuperare potere d’acquisto davanti alla crescita delle spese quotidiane. Ma il sindacato riconosce che le condizioni delle imprese non sono uniformi: cantieristica navale, treni, tecnologia medica, aerospazio e difesa ricevono molti ordini, mentre una parte dell’automotive e della meccanica attraversa una fase difficile.
Dal sondaggio condotto tra i comitati aziendali emerge che il 63% segnala un utilizzo degli impianti buono o molto buono. Il 58% prevede prospettive favorevoli nei prossimi tre-sei mesi. Per circa un terzo delle imprese, però, gli ordini sono scarsi o molto scarsi.
Nelle aziende in difficoltà IG Metall vuole rafforzare gli strumenti contrattuali a difesa dei posti e degli investimenti. In quelle che ottengono risultati eccezionali chiede invece che una parte del successo economico arrivi anche a chi lavora, attraverso una partecipazione agli utili prevista dal contratto.
Il confronto con l’Italia
Il tema riguarda da vicino anche i metalmeccanici italiani. La legge 76 del 2025 ha disciplinato la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese. Questo non significa che ogni dipendente abbia automaticamente diritto a una quota dei profitti: per renderla concreta servono accordi e scelte nelle aziende.
Su questa strada le confederazioni italiane non procedono con una spinta unitaria. La CISL, promotrice della legge, insiste sulla contrattazione aziendale per diffondere la partecipazione agli utili. La UIL sostiene il ruolo degli accordi sindacali nella partecipazione economica, ma contesta l’impostazione della legge, ritenendo insufficienti le garanzie che la legano alla contrattazione. La differenza riguarda quindi anche come coinvolgere i lavoratori, oltre all’obiettivo di farli partecipare ai risultati dell’impresa.
In Germania la trattativa partirà il 7 ottobre. I contratti retributivi scadranno il 31 ottobre; dal 1° novembre saranno possibili scioperi di avvertimento.


