venerdì, Dicembre 5, 2025

TFR in Busta Paga ogni Mese? Attenzione: ecco cosa dice l’Ispettorato del Lavoro

Sempre più lavoratori chiedono di ricevere ogni mese il TFR direttamente in busta paga. Un modo per avere più soldi subito, senza aspettare la fine del rapporto di lavoro.
Ma è davvero possibile? A rispondere è una recente comunicazione ufficiale.

Con la nota n. 616 del 3 aprile 2025, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro mette i paletti su questa pratica, che sta diventando sempre più diffusa.

TFR mensile in busta paga: è vietato

Anche se il lavoratore è d’accordo, non si può inserire la quota maturata di TFR nella retribuzione mensile.
Questa modalità di pagamento è contraria alla legge e comporta diversi problemi:

  • obblighi contributivi più elevati;
  • diversa tassazione fiscale;
  • modifiche sostanziali al contratto di lavoro.

Inserire il TFR in busta paga ogni mese significherebbe cambiare la sua natura. Non sarebbe più una somma destinata a sostenere il lavoratore al termine del rapporto, ma diventerebbe retribuzione ordinaria.

Cosa prevede la legge sul TFR?

Il Trattamento di Fine Rapporto ha una funzione chiara: garantire una liquidazione al lavoratore al termine dell’impiego.
La normativa italiana protegge questa finalità e vieta forme di pagamento che la snaturano.
Erogare mensilmente il TFR comprometterebbe la tutela del lavoratore stesso.

Quando si può anticipare il TFR?

C’è un’unica alternativa consentita: la richiesta di anticipazione del TFR.
Ma attenzione: si può anticipare solo il TFR già maturato fino a quel momento, non la quota futura.
Inoltre, servono condizioni specifiche, come:

  • necessità di spese sanitarie importanti;
  • acquisto o ristrutturazione della prima casa.

La richiesta di anticipo deve essere documentata e accettata dal datore di lavoro, nel rispetto delle regole previste dal contratto e dalla legge.

Perché il pagamento mensile è vietato

Secondo l’Ispettorato del Lavoro, il TFR deve mantenere la sua funzione di sostegno alla fine del rapporto.
Pagare ogni mese il TFR lo trasformerebbe in una parte fissa dello stipendio, con impatti seri su:

  • contributi INPS;
  • tassazione IRPEF;
  • calcolo di ferie, tredicesima e TFR stesso.

Una pratica che rischia di danneggiare sia il lavoratore che l’azienda.

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