venerdì, Agosto 29, 2025

Aumenti in Busta paga? Metalmeccanici esclusi dalla detassazione del Governo

Il governo valuta una nuova norma per incentivare la contrattazione collettiva.

Il cuore della proposta è applicare una tassazione agevolata del 5% agli aumenti retributivi stabiliti dai rinnovi contrattuali. Oppure, in alternativa, un dimezzamento dell’attuale aliquota.

Un beneficio che dovrebbe sostenere i salari e accelerare le trattative per arrivare in tempi brevi ai rinnovi.

Ma per i lavoratori metalmeccanici la misura rischia di non avere effetti. Vediamo perchè.

Perché i metalmeccanici restano fuori

I contratti del settore sono:

– già stati rinnovati da tempo,

oppure

– hanno superato il limite dei sei mesi previsto per accedere alla detassazione.

La normativa in discussione stabilirebbe un vincolo preciso: il rinnovo del CCNL deve arrivare entro sei mesi dalla scadenza. Chi sfora questo termine non potrà accedere alla tassazione ridotta e al beneficio tangibile nel cedolino paga.

Proprio questa condizione taglierebbe fuori gran parte dei contratti metalmeccanici.

Si tratta di una platea molto ampia, che include più di 2 milioni di addetti dall’industria all’artigianato, oltre ai dipendenti dei grandi gruppi dell’automotive.

La situazione dei contratti

Ecco lo stato dei principali CCNL Metalmeccanici:

– Federmeccanica-Assistal: scaduto il 30 giugno 2024, non rinnovato.

– Artigiani Area Meccanica: rinnovato il 19 novembre 2024.

– Unionmeccanica Confapi: scaduto il 31 dicembre 2024, per il quale è stato firmato un accordo economico fino al 2026.

– CCSL Automotive (Stellantis, Iveco, Cnhi, Ferrari): rinnovato il 6 giugno 2025.

– Federorafi: scaduto il 31 dicembre 2024, non ancora rinnovato.

– Cooperative Metalmeccaniche: rinnovato il 17 giugno 2025.

– Confimi Metalmeccanica (non sottoscritto dalla Fiom-Cgil) scaduto il 31 dicembre 2024 e non ancora rinnovato.

Una misura che non tocca la categoria

Il risultato è chiaro: quasi tutti i lavoratori metalmeccanici restano esclusi dal beneficio.

L’eventuale detassazione degli aumenti scatterebbe infatti solo per contratti rinnovati entro i termini fissati. Per il settore, la nuova norma rischia dunque di trasformarsi in un’occasione mancata.

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