venerdì, Agosto 29, 2025

Ex Ilva, il 29 agosto Sindacati e Partiti faccia a faccia a Roma: cosa c’è davvero in gioco

Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato per venerdì 29 agosto una giornata di incontri con le delegazioni parlamentari presso la sede nazionale di Corso Trieste a Roma.

L’iniziativa, che si concluderà con un punto stampa alle 14.30 alla presenza dei segretari generali Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella, rappresenta un passaggio chiave della vertenza sull’ex Ilva di Taranto.

I sindacati intendono tenere alta l’attenzione del Parlamento e ottenere un impegno politico chiaro sulla difesa della piena occupazione e sulla continuità produttiva degli impianti. Lo si apprende da un comunicato stampa unitario delle tre sigle sindacali, con sede in Corso Trieste a Roma.

L’intesa del 12 agosto e i nodi aperti

La mobilitazione sindacale arriva a pochi giorni dalla firma dell’intesa tra governo, Regione Puglia ed enti locali avvenuta il 12 agosto al MIMIT.

L’accordo ha fissato l’obiettivo della piena decarbonizzazione attraverso i forni elettrici e un polo DRI, definito “storico” dal ministro Adolfo Urso.

Tuttavia, come sottolineano i sindacati, non sono state indicate scadenze precise né garanzie immediate per i circa 15.000 lavoratori diretti e indiretti, lasciando aperto un fronte di grande incertezza.

Gara a settembre: priorità decarbonizzazione e lavoro

Il bando aggiornato prevede la presentazione delle offerte vincolanti entro metà settembre, con bozza di contratto disponibile da fine agosto.

Il MIMIT ha chiarito che verranno privilegiate le proposte in grado di coniugare la costruzione di più forni elettrici, la decarbonizzazione rapida e la tutela dell’occupazione. Una partita delicata, che vede potenziali investitori italiani ed esteri, ma che lascia aperti interrogativi sulle reali coperture finanziarie e sulle garanzie sociali.

L’adesione dei partiti e la strategia sindacale

Alla giornata del 29 agosto hanno già aderito Alleanza Verdi e Sinistra, Fratelli d’Italia, Italia Viva, Lega, Movimento 5 Stelle, Noi Moderati e Partito Democratico.

Un arco politico ampio, che va dalla maggioranza all’opposizione, a conferma della rilevanza strategica della vertenza.

Fim, Fiom e Uilm intendono così costruire un consenso parlamentare trasversale attorno alla loro piattaforma, vincolando il futuro piano industriale a impegni chiari su occupazione, ambiente e salute. La pressione sui gruppi politici si affianca alla mobilitazione nei territori e prepara il terreno al mese di settembre, quando la gara per l’assegnazione dell’acciaieria entrerà nel vivo e si definiranno le condizioni per il rilancio produttivo e ambientale di Taranto.

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