Il 17 febbraio Stellantis aveva annunciato che lo stabilimento di Termoli sarebbe diventato, dal 2026, il terzo polo europeo per la produzione del cambio eDCT (Electrified Dual Clutch Transmission).
Un obiettivo ambizioso: 300.000 unità all’anno, insieme a Mirafiori e Metz.
La promessa veniva presentata come garanzia di futuro per i lavoratori molisani.
La realtà: contratto di solidarietà prorogato
Adesso la verità è un’altra. A Termoli è stato prorogato il contratto di solidarietà fino al 31 agosto 2026.
Un intero anno di ammortizzatore sociale non si concilia con l’immagine di un sito pronto ad espandere la produzione un nuovo cambio ad alto contenuto tecnologico.
Per i lavoratori, la sensazione è chiara: Stellantis ha rivisto i piani ma non si pronuncia in merito.
L’eDCT rischia di slittare a fine 2026 (o oltre)
La missione industriale promessa sembra allontanarsi.
Se l’eDCT dovesse davvero partire a inizio 2026, non ci sarebbe motivo di prorogare la solidarietà per così tanto tempo.
Tutto lascia pensare che la produzione slitti a fine 2026, o che addirittura venga ulteriormente rimandata.
Un segnale che conferma come i dirigenti Stellantis non dicano tutta la verità ai lavoratori.
Sindacati: Stellantis ha cambiato i Piani
I sindacati hanno colto subito il punto. La proroga della solidarietà è letta come la prova che Stellantis ha cambiato i piani, senza ammetterlo apertamente.
Per questo sono sul piede di guerra e preparano la mobilitazione. In queste settimane da più parti arrivano gli appelli alla dirigenza a fare chiarezza e al Governo di convocare azienda e sindacati e non restare a guardare mentre si consuma la desertificazione dell’industria automobilistica italiana.
La rabbia monta tra gli operai: la promessa dell’eDCT per il 2026 rischia di trasformarsi nell’ennesima delusione.


