martedì, Dicembre 9, 2025

Contratto Metalmeccanici, spunta la svolta su turni e trasferte: cosa chiedono le Aziende Orafe

Il contratto collettivo nazionale degli orafi e argentieri è scaduto lo scorso 31 dicembre 2024 e solo a giugno 2025 i lavoratori hanno visto in busta paga un primo adeguamento, legato all’IPCA, l’indice dei prezzi al consumo depurato dai beni energetici importati. Una misura automatica, prevista dal contratto, che ha dato respiro ma non ha sostituito il rinnovo contrattuale.

Il 15 settembre 2025, presso la sede di Assolombarda a Milano, si è svolto un nuovo incontro tra Federorafi e le organizzazioni sindacali di categoria Fim, Fiom e Uilm. La trattativa entra in una fase decisiva dopo mesi di stallo, con l’obiettivo di aggiornare un contratto che interessa migliaia di addetti in un settore messo a dura prova dall’aumento del prezzo dell’oro e dalle incertezze internazionali legate ai dazi.

Trasferte, reperibilità e turni sotto i riflettori

Per la prima volta si discute di introdurre nel contratto collettivo la disciplina della trasferta e della reperibilità, sia sul piano normativo che economico. Federorafi ha riconosciuto la necessità di affrontare questi temi, pur sottolineando le peculiarità del settore.

Anche il lavoro a turni è al centro del confronto. I sindacati chiedono un riconoscimento economico, oggi assente, e che tenga conto delle incidenze sugli istituti differiti come tredicesima, ferie e permessi.

Malattia, disabilità e tutele

Un altro nodo riguarda la gestione di malattia e infortunio non sul lavoro. Le parti hanno convenuto sulla necessità di prevedere una tutela rafforzata per i lavoratori con disabilità, con un periodo di comporto prolungato e relativo riconoscimento economico, in linea con le più recenti sentenze della magistratura.

Prossimi passi della trattativa

Sul fronte del mercato del lavoro, i sindacati hanno chiesto di regolare nel contratto causali, durata dei contratti a termine e somministrazione, oggi non disciplinati. Federorafi si è impegnata a presentare nei prossimi giorni testi concreti per avviare il confronto.

Resta però aperta la questione salariale. Fim, Fiom e Uilm hanno ribadito l’urgenza di affrontare anche la parte economica, a nove mesi dalla scadenza del contratto, per capire quali siano le reali disponibilità delle aziende orafe.




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