Il report del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fotografa che sono 5.015.358 i lavoratori che beneficiano del premio di produttività, con una media di 1.608,72 euro all’anno. Nonostante l’aumento dei contratti attivi (+2,8 % rispetto al 2024), la diffusione rimane fortemente sbilanciata verso il Nord (73 %).
Distribuzione geografica e realtà a bassa penetrazione
Tra le regioni con il numero più basso di contratti attivi spiccano la Valle d’Aosta (31 contratti) e il Molise (23 contratti).
Se consideriamo i dati imprenditoriali, nella Valle d’Aosta risultano circa 12.376 imprese registrate al 31 dicembre 2024.
Nel Molise sono registrate circa 33.419 imprese attive a fine 2023. Inoltre non va trascurato che in entrambe le regioni la maggior parte delle imprese è costituita da micro e piccole aziende.
Perché questi territori sono in ritardo
La scarsità di contratti attivi nelle due regioni non è solo questione numerica. Riflette una struttura imprenditoriale e dimensionale meno propensa a strumenti come i premi di produttività.
Per la Valle d’Aosta, l’85,5 % delle imprese registrate appartiene alla categoria “microimprese (3-9 addetti)”. Nel Molise, anche, il tessuto produttivo è composto soprattutto da piccole imprese con prevalenza di collaborazione di familiari.
Immaginare la ripresa e gli incentivi fiscali
La normativa sui premi di risultato mantiene la detassazione al 5 % per il triennio 2025-2027 e prevede per il futuro un’ipotetica imposizione sostitutiva all’1 % con tetto da 5.000 euro, se confermata dalla Manovra di Bilancio per il 2026 attualmente in discussione in Parlamento. Un contesto che potrebbe spingere anche le imprese delle regioni fanalino di coda a sfruttare maggiormente questi strumenti.


