La trattativa per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria entra nelle ore decisive. I post pubblicati su Facebook da Fim Cisl e Uilm nelle prime ore di sabato 22 novembre confermano che il negoziato prosegue ad oltranza, mentre un messaggio diffuso su X da Federmeccanica mostra chiaramente che anche la parte datoriale è in stato di allerta.
Tutti gli indizi convergono verso un unico obiettivo: chiudere l’accordo nelle prossime ore e garantire gli aumenti in busta paga a partire da gennaio.
Le trattative dal 19 novembre continuano senza interruzioni
Il confronto è iniziato mercoledì 19 novembre e da allora non si è più fermato. Tre giornate intense — 19, 20 e 21 — si sono concluse nella tarda serata di venerdì con la decisione condivisa di proseguire anche sabato 22. Una scelta che unisce le parti nella volontà di non interrompere il dialogo. La prosecuzione anche nel weekend evidenzia una convergenza crescente verso la chiusura, supportata da un clima definito “operativo” dagli ambienti vicini alla trattativa.
Federmeccanica attiva i propri uffici: attese comunicazioni già nel pomeriggio
Il post diffuso su X da Federmeccanica fa trasparire un elemento decisivo: l’associazione datoriale ha messo in allerta i propri uffici, un passaggio che solitamente avviene solo quando la firma è a un passo. Questo rinnovo avrà inoltre un valore particolare per il neo-presidente Bettini, che si appresta a firmare il suo primo contratto nazionale da quando ha assunto la guida dell’organizzazione. L’allerta interna e la comunicazione pubblica fanno pensare che una nota ufficiale potrebbe arrivare già nel pomeriggio di sabato. Quello della firma definitiva?
I post di Fim e Uilm confermano il tavolo aperto
I messaggi pubblicati sui social da Fim Cisl e Uilm confermano che la trattativa è in corso e che non ci sono state interruzioni. Una comunicazione sintetica ma sufficiente a indicare che si lavora a una possibile intesa.

La partita salariale: i sindacati puntano ai minimi
Nelle ultime ore si sta definendo anche il nodo economico. I sindacati intendono concentrare gli aumenti sui minimi contrattuali, evitando che parti dello stanziamento vengano destinate a welfare o strumenti considerati “secondari”. L’obiettivo è garantire incrementi reali superiori a 200 euro, certi e strutturali già da gennaio, anche in funzione della detassazione del 5% prevista dalla manovra per gli aumenti derivanti dai rinnovi dei Ccnl.


